Draghi risponde alle domande. Ma solo a quelle che gli pare. Conferenza stampa “riparatoria” postuma sul decreto Covid. Dribblati tutti i quesiti dei cronisti su Colle e Governo

Conferenza stampa "riparatoria" postuma sul decreto Covid. Ma Draghi dribbla tutti i quesiti dei cronisti su Colle e Governo.

“Questa conferenza stampa avviene come risposta alle critiche che il governo e io abbiamo ricevuto per non averla fatta il giorno in cui il consiglio dei ministri ha approvato il decreto. C’è stata da parte mia una sottovalutazione delle attese che tutti avevano per quella conferenza stampa, per cui mi scuso e vi chiedo di considerare questo un atto riparatorio, spero che sia adeguato”, così il presidente del consiglio Mario Draghi nell’incontro con la stampa (qui il video) che avrebbe dovuto chiarire tutte le misure prese per fronteggiare la corsa del Covid. Insomma l’attuale premier cerca di metterci una toppa, ma si sa, a volte è peggio del buco.

Draghi risponde alle domande. Ma solo a quelle che gli pare. Conferenza stampa “riparatoria” postuma sul decreto Covid. Dribblati tutti i quesiti dei cronisti su Colle e Governo

SAN FIGLIUOLO. Fa quindi chiarezza su alcune scelte senza andare a fondo su nessun tema. Con il sostegno del ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, del ministro della salute, Roberto Speranza, e di Franco Locatelli del Cts, Draghi prende il toro per le corna e subito parla della scuola: ”In media ci sono stati 65 giorni di scuola regolare persa rispetto a una media dei Paesi più ricchi del mondo dove la didattica non in presenza è stata di 27 giorni, quindi il triplo. Non vogliamo fare più così, vogliamo fare che l’Italia resti aperta con tutte le cautele necessarie”. Ha detto il premier, senza però fare alcun accenno alle concrete misure perché la scuola riprenda in sicurezza. L’unico accenno è al fatto che ”abbiamo dato 92 milioni e 104 mila euro al Commissario Figliuolo per effettuare a titolo gratuito tamponi nella scuola secondaria”.

VACCINI E POCO PIU’. Ma al momento di questi tamponi gratis nemmeno l’ombra, sono infatti le famiglie a farsi carico sia delle spese delle mascherine Ffp2 che dovevano essere a prezzo calmierato ma in realtà non lo sono, sia dei tamponi richiesti dalle scuole per il rientro. Il tema forte ancora una volta sono le vaccinazioni: “è un quadro dove occorre colpire il virus con lo strumento più importante, il vaccino, accelerando, anche con hub aperti di notte. Nello stesso tempo bisogna cercare di non fare come l’anno precedente, quando era giustificato tenendo chiuso tutto” ha detto Draghi.

Ha parlato anche dell’obbligo vaccinale per gli over 50. Si è voluto, in sostanza, “concentrare il provvedimento sulle classi di età che occupano massimamente le terapie intensive, tra questi i non vaccinati sono i due terzi”. I motivi a detta del presidente del Consiglio sono due: “Il primo di proteggere la loro salute e il secondo proteggere la salute di noi tutti, perché con questa situazione ospedaliera anche gli altri che non hanno il Covid si trovano in situazioni molto difficili” se devono ricorrere a cure o ricoveri. E qui sono entrati in gioco sia il ministro della Salute Speranza che ha mostrato un grafico che illustra l’alto rischio di ricovero in terapia intensiva per i non vaccinati sia Locatelli: “Con la variante Omicron il booster copre per l’88% e per il 65% nel caso di ciclo primario”.

ITALIA A COLORI. “Il secondo motivo – ha detto Draghi – è quello dei colori delle regioni, perché il grado di costrizione sociale dipende proprio dai parametri che riguardano le terapie intensive ma più in generale l’ospedalizzazione. Tanto più riusciamo a ridurre la pressione dei non vaccinati sull’ospedalizzazione, tanto più possiamo essere liberi. Ma occorre la ragione scientifica alla base delle decisioni”, nessun riferimento però al fatto che la cabina di regia aveva più volte sottolineato la necessità di aggiornare e/o integrare proprio il sistema di colori con nuovi parametri.

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