Draghi nel solco di Conte. La svolta green è in sintonia con il Dna del Movimento. Per la M5S Fontana: “La Lega è inadatta a gestire il Recovery. Il Mes non ci sarà”

ILARIA FONTANA
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“L’ambiente ce l’abbiamo nel Dna. Dai territori all’Europarlamento, passando per le Camere, non abbiamo mai smesso di dimostrarlo”. Questa è la ragione per cui, secondo la deputata M5S Ilaria Fontana, capo area Territorio e vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, il traguardo del “ministero della Transizione ecologica” non solo è importante, ma rappresenta “il suggello di una strada già tracciato grazie al nostro lavoro in Parlamento e al governo”.

Parliamo, dunque, di una vera e propria stella polare per voi. È un punto su cui non si transige?
Sarebbe come chiederci di rinunciare a un organo vitale: l’ambiente ce l’abbiamo nel Dna. La pandemia ci ha confermato quanto sia centrale la cura, per gli ecosistemi e per le persone. E la sfida epocale del cambiamento climatico ci mette davanti a un bivio: da una parte l’economia lineare che ci sta portando al collasso, anche economico, e dall’altra l’opportunità dell’economia circolare, delle ecoenergie e dell’innovazione, con il suo carico di posti di lavoro e salute. La scelta è obbligata e la strada è già tracciata grazie al nostro lavoro in Parlamento e al governo. Il nuovo governo deve solo accelerare e il ministero della Transizione ecologica sarebbe il suggello di questa svolta.

Non tutte le forze che presumibilmente entreranno in maggioranza hanno la vostra stessa idea sull’ambiente. Crede che questo possa creare problemi?
I problemi arrivano se le regole d’ingaggio non sono chiare. Per questo stiamo facendo di tutto affinché lo siano. Dire che l’ambiente è centrale non dev’essere uno slogan, né una semplice “prescrizione” dell’Europa. Chiedere che le competenze dei diversi ministeri interessati non siano più disperse in mille rivoli significa rendere concreta questa centralità e questa idea, di cui il Movimento 5 Stelle va orgoglioso, ma che per fortuna è ormai patrimonio comune.

Grillo ieri ha definito Draghi un “grillino”. Lei due giorni fa ha partecipato alle consultazioni: ha avuto la stessa impressione?
Ho avuto l’impressione di parlare con una persona consapevole della gravità della crisi, sia di quella economica sia di quella ecologica. Il presidente incaricato Mario Draghi si è messo in ascolto e ha mostrato interesse quando abbiamo parlato della necessità di una svolta ecologica ed energetica, di un’economia in grado di rigenerare le risorse e creare buona occupazione.

Sembra chiaro che i 5S vorranno poi gestire questo super-ministero…
Non siamo certo noi quelli che ne fanno una questione di nomi. Serve una figura in grado di agire con tempestività e tenendo conto della complessità della materia. Dobbiamo consolidare importanti conquiste come il Superbonus 110% e le comunità energetiche, completare la messa a punto del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza e mettere sul tappeto nuove importanti sfide come quelle dell’idrogeno verde: non c’è tempo da perdere.

Intanto ieri in Ue la Lega non ha votato le raccomandazioni per raggiungere un’economia a zero emissioni. Già finita la svolta europeista di Salvini & C.?
Non credo alle conversioni last minute, ma preferisco parlare di quello che abbiamo fatto noi in Europa e per l’Europa. Se oggi si parla di 209 miliardi destinati all’Italia, se il Green New Deal e al centro di questo nuovo corso, se l’Europarlamento vara il nuovo Piano per l’economia circolare non è certo merito della Lega, che si conferma inadatta a gestire le risorse del Recovery plan.

Non c’è però solo l’ambiente. Ieri il suo collega Francesco Silvestri proprio su La Notizia ha ribadito l’importanza del no al Mes e del sì convinto invece al Reddito di cittadinanza. Resta, tuttavia, il tema della giustizia. Siete disposti a fare passi indietro sulla prescrizione?
Lei se l’immagina come saremmo messi oggi senza il reddito di cittadinanza? Ecco, sul punto non c’è altro da aggiungere. In questi giorni, poi, quando sento la parola prescrizione penso alle vittime della strage di Viareggio: insieme alla Spazzacorrotti è una delle conquiste di cui andiamo più orgogliosi in questo campo. Quanto al Mes registro che gli esponenti di Iv, che lo sbandieravano con uno strumento irrinunciabile, oggi affermano di non esserne innamorati. La questione l’hanno chiusa loro stessi.

 

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