Draghi svuota le casse dei sindaci. Se vogliono i soldi del Pnrr dovranno pagarsi i progetti. E intanto nel Milleproroghe spunta la solita marea di marchette: dai fondi all’ippica a quelli per allevare polli e maiali

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C’è la proposta di rafforzare il settore dell’ippica, con una norma ad hoc. Poi l’iniziativa del presidente di una squadra di calcio, a sostegno delle società sportive. E ancora: qualche misura qua e là, di interesse locale, per proroghe e interventi speciali sui territori. Che, guarda caso, corrispondono a quelli d’elezione. Fino all’allevamento di polli e maiali, a cui la Lega vorrebbe concedere sospensione temporanea dei pagamenti delle imposte per un valore di oltre 200 milioni di euro. Come da tradizione non manca mai niente nella discussione sul decreto Milleproroghe, in esame in commissione alla Camera (leggi gli ultimi articoli), dopo che il governo lo ha varato a fine anno. La prossima settimana dovrebbe approdare in Aula a Montecitorio, con tanto di voto di fiducia e passaggio immediato al Senato. Dove è prevedibile un’altra blindatura del testo.

Il decreto Milleproroghe dovrebbe approdare in Aula a Montecitorio la prossima settimana

Già i relatori, in accordo con il governo, hanno inserito nel Milleproroghe una misura che ha le sembianze di un gradito regalo ai sindaci più importanti. Un emendamento vuole consentire ulteriori assunzioni negli staff nei Comuni con oltre 250mila abitanti, sotto l’ombrello dell’applicazione del Pnrr. La tesi è che in questo modo si possono “dotare gli uffici di diretta collaborazione degli organi di governo delle professionalità necessarie per accelerare la programmazione e la realizzazione dei predetti interventi”. Certo, la gestione della spesa è lasciata ai Comuni stessi per “l’invarianza della spesa complessiva del lavoro flessibile e dall’altro la tutela l’autonomia organizzativa degli enti interessati”. Al momento non è previsto alcun esborso maggiore per le casse pubbliche, ma il sospetto è che la mossa sia propedeutica a un allargamento dei cordoni della borsa nei prossimi mesi.

Del resto l’ex ministro, il dem Francesco Boccia, fornisce un indizio, proponendo di stanziare in totale 225 milioni di euro in favore nelle città metropolitane. Nel dettaglio si tratta di “75 milioni di euro per il 2022 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2023”. Un impegno orientato “alle funzioni esclusive delle città metropolitane”, appunto. Insomma, si vedrà. Intanto il Cts, il ben noto comitato che suggerisce al governo le strategie anti-Covid, si garantisce qualche mese di esistenza aggiuntiva. Resta in carica fino al 30 giugno.

Peraltro, quest’anno, nel Milleproroghe c’è una misura alquanto divisiva: lo spostamento di 575 milioni di euro per le bonifiche dell’ex Ilva su altri capitoli di spesa. Sulla questione più deputati, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, passando per il Pd, ancora con Boccia, hanno chiesto di sopprimere quell’articolo. Sarebbe così cancellatala legge voluta e approvata dal governo. Ma gli appetiti dei deputati si sono scatenati in varie direzione in materia di presentazione degli emendamenti, alcuni già votati, altri in calendario nelle prossime ore.

Raffaele Nevi, di Forza Italia, si è soffermato sulla necessità di potenziale il settore ippico. Ha chiesto di ampliare “la dotazione organica dirigenziale del Ministero delle politiche” con la creazione di una nuova figura di dirigente apicale. Il tutto al costo complessivo di 260mila euro all’anno. Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, si è invece intestato la battaglia per garantire vantaggi fiscali agli allevatori di polli e maiali. In un emendamento propone di stoppare, per tutto il 2022, una serie di pagamenti, “dalle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale” fino “ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria”, come si legge nel testo depositato. Lo Stato dovrebbe coprire i 205 milioni necessari.

Salvatore Caiata, di Fratelli d’Italia ha sentito il richiamo della foresta, quello da presidente del Potenzia calcio, seppure fresco dimissionario. In un suo emendamento alla Camera ha immaginato un pacchetto di interventi “per sostenere le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche”. L’idea sarebbe quella di sospendere alcuni termini di pagamenti. E nel Milleproroghe non poteva mancare un grande classico: il sostegno alle realtà locali. Il deputato salentino, Mauro d’Attis, ha pensato di cercare il blitz per un “un contributo straordinario di 3,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024 per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili” per il Comune di Manfredonia. Per un totale di oltre 10 milioni.