Dubbi sul numero degli iscritti Pd, Renzi tira dritto

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di Filippo Conti

Matteo Renzi sembra non porsi il problema. “Tessere gonfiate? Possono gonfiare quello che vogliono, ma non si elegge così un segretario. Perché verrà eletto dalle primarie tra i cittadini e non dai soli iscritti al partito”, dice il sindaco di Firenze. Negli ultimi giorni, infatti, alla scadenza di tanti congressi locali, gli iscritti del Pd sembrano schizzati verso l’alto. E se i numeri fino a poco tempo fa languivano, 300 mila iscritti, la quota ora si è alzata vertiginosamente oltre la soglia del mezzo milione.
Intendiamoci, il dubbio di tesseramento sospetto ha sempre riguardato ogni congresso di ogni partito. Nella Dc, per esempio, alla vigilia delle kermesse le iscrizioni lievitavano, specialmente al Sud. Il partito democratico, in questo senso, non fa eccezione. Ma i casi segnalati sono davvero curiosi. Al circolo Trastevere a Roma, per esempio, ha votato anche un clochard. Con la tessera che, per la cronaca, costa 20 euro. Mentre in altre realtà del Mezzogiorno sembra siano stati imbarcati stranieri ed extracomunitari. Insomma, il sospetto che i signori delle tessere abbiano messo in campo i loro stratagemmi è più che lecito. “Certi congressi andrebbero sospesi per eccesso di rialzo. Si predicano partiti ultraleggeri che però, sotto congresso, diventano B52”, scrive il deputato democratico Dario Ginefra su Twitter. “Hanno votato clochard e disoccupati”, lancia l’allarme un circolo dell’hinterland milanese. I sospetti sono reciproci. Con accuse incrociate. I renziani puntano il dito contro “il vertice del partito e i soliti signori delle tessere”.

E i bersanian-cuperliani si meravigliano per il proliferare come funghi di giovani renziani. Un esponente del Pd capitolino, per esempio, narra come “di recente in sezione si siano viste facce mai conosciute prima: tutti renziani, naturalmente, che mai avevano messo piede nel nostro circolo”. Miracoli del sindaco di Firenze? Chissà. Davide Zoggia, responsabile dell’organizzazione del partito, minimizza. “Si tratta solo di 6 o 7 casi in tutta Italia, legati a scontri tra gruppi locali” spiega. Se è vero che i tesserati non contano per eleggere il segretario, è però vero che pesano per eleggere non solo i dirigenti locali, come sta avvenendo in questi giorni, ma pure per stabilire i rapporti di forza all’interno del nuovo partito. Avere la golden share dei tesserati è sempre utile. Anche per i rottamatori.

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