Due miliardi per i Ristori bis. Risarcimenti doppi per chi è costretto a chiudere a causa delle misure anti-Covid. I primi 964 milioni già bonificati sui conti delle imprese

di Raffaella Malito
Politica

Per tutte le attività costrette alla chiusura dall’ultimo Dpcm anti-Covid ristori raddoppiati, credito di imposta al 60% sugli affitti per tre mesi, stop ai contributi previdenziali per i dipendenti e alla seconda rata Imu, rinvio delle tasse di novembre indipendentemente dalle perdite di fatturato per chi si trova in zona rossa. è lo stesso premier ad anticipare in mattinata alcuni punti del decreto Ristori bis che il Consiglio dei ministri ha approvato in nottata (leggi l’articolo). Sul piatto circa due miliardi di euro che arriveranno dal margine di deficit pari allo 0,1% ancora disponibile per arrivare al 10,8% già autorizzato dalle Camere. E altri risparmi che sarà possibile individuare nelle pieghe del bilancio dello Stato.

Rimane comunque dietro l’angolo la possibilità di un nuovo scostamento, se le misure restrittive non dovessero allentarsi in tempi brevi. Il decreto ristori bis prevede un fondo, spiega il premier Giuseppe Conte, dove confluiranno ulteriori risorse nell’ipotesi in cui ci fossero variazioni tra le zone gialle, rosse e arancioni disposte nell’ultimo Dpcm. Aggiunge il presidente del Consiglio: “Non stiamo dando schiaffi a nessuno. Il virus è un treno che corre, oggi c’è bisogno di ulteriori riduttori della velocità per evitare che ci venga addosso”. Dentro il decreto congedi retribuiti al 50% e bonus babysitter da 1000 euro per aiutare le famiglie delle zone rosse, con i figli alle medie ma a casa in didattica a distanza. Le nuove risorse saranno destinate alle nuove attività che si dovranno fermare a livello nazionale (come i musei o i negozi dei centri commerciali nel weekend) e a quanti si ritroveranno in zone ad alto o a massimo rischio.

La lista dei codici Ateco è stata quasi raddoppiare: ai primi 53 si dovrebbe affiancare una quarantina di nuove categorie e che dovrebbero ricevere, stando alle prime bozze del testo, un contributo a fondo perduto raddoppiato, al 200%, rispetto a quanto già ricevuto in estate con il ristoro del decreto Rilancio. Anche i bar nelle zone rosse, al momento al 150%, dovrebbero ottenere ristori del 200%, mentre chi già riceve un ristoro doppio rimarrà in quella percentuale. Compaiono molte delle categorie che avevano lamentato l’esclusione: avranno contributi al 100% i bus turistici e anche i trasporti lagunari, i fotoreporter, chi fa corsi di danza, le lavanderie industriali, i negozi di bomboniere i traduttori e anche i produttori di fuochi d’artificio.

Al 200% arriveranno invece guide alpine, musei, biblioteche, monumenti e anche orti botanici e zoo. Incluse anche la ristorazione senza somministrazione, come rosticcerie e pizzerie al taglio, e gli internet point, che avranno un ristoro al 50% di quanto già avuto in estate. Arriva “il rinvio dei versamenti per chi ha gli Isa”. Gli acconti di novembre per le attività soggette agli indici di affidabilità fiscale e le partite Iva in regime forfettario sono già stati rinviati (per circa 2 miliardi) ad aprile con il decreto agosto: la misura però agevolava solo chi avesse registrato perdite di almeno il 33%. Ora per le attività delle zone rosse che saranno incluse nei nuovi elenchi degli Ateco si elimina il riferimento alle perdite.

E col Ristori bis arriva pure un “Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore” con una dotazione di 70 milioni di euro per il 2021. In arrivo 300 milioni per i trasporti. Dovrebbe essere di nuovo l’Agenzia delle Entrate a gestire i contributi a fondo perduto, e a far arrivare sui conti correnti degli interessati bonifici in automatico. Questo però per quanti avevano già chiesto il primo contributo a fondo perduto. Gli altri dovranno inoltrare domanda. L’impegno rimane quello di garantire ristori entro due settimane (o entro la metà di dicembre a chi ancora deve fare richiesta).

Intanto i primi contributi a fondo perduto sono stati già “erogati in tempi record” in automatico. A dare la notizia è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri: “Sono passati soli nove giorni dall’emanazione del primo decreto Ristori e l’Agenzia delle Entrate ha già emesso i primi mandati di pagamento. Sono stati disposti i bonifici in favore di più di 211 mila imprese, per un totale di oltre 964 milioni di euro. Arriveranno già lunedì e martedì prossimi”.