Due foto. Entrambe scattate alla BIsteccheria d’Italia. Due immagini che pesano come macigni sul governo e sul referendum sulla giustizia di domani e lunedì. Il caso di Andrea Delmastro rischia di inguaiare ancor di più non solo lo stesso sottosegretario, ma tutta la maggioranza guidata da Giorgia Meloni. La storia è quella di cui si parla ormai da giorni, del ristorante “Bisteccheria d’Italia” della società “Le 5 Forchette” di cui Delmastro è stato socio insieme a Miriam Caroccia, ai tempi 18enne, figlia di Mauro Caroccia, attualmente in carcere dopo la condanna nell’ambito dell’indagine sui Senese (è accusato di essere il prestanome del clan).
Delmastro ha dismesso le quote della società, sostenendo di averlo fatto appena ha scoperto l’identità e il ruolo di Caroccia. Ieri sono spuntate due nuove foto, più recenti. Ed entrambe dimostrano come il sottosegretario alla Giustizia abbia continuato a frequentare il locale fino a due mesi fa. Peraltro, in un’occasione, anche insieme alla capa di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi.
Due nuove foto inguaiano Delmastro
La prima foto – dopo quella di Repubblica risalente al 2023 – l’ha pubblicata ieri Il Fatto Quotidiano. Risale al giugno del 2025 e si vede Delmastro in piedi, con la sigaretta in bocca all’interno del locale. Al tavolo, di fronte a lui, c’è Bartolozzi. Meno di un anno fa, quindi, Delmastro quel locale lo frequentava. E lo frequentava anche a fine gennaio di quest’anno, secondo quanto riporta Il Domani. Aveva detto che non aveva più nulla a che fare con quella società, sottolinea il giornale, ma la foto dimostrerebbe che le cose sono andate un po’ diversamente. Delmastro ha detto di aver chiuso i rapporti con Caroccia dopo aver ceduto le quote, nelle scorse settimane (tra febbraio e marzo). Di certo c’è che a gennaio il sottosegretario stava – come racconta Domani pubblicando una foto – alla Bisteccheria a mangiare con tutta la polizia penitenziaria.
Che resta intoccabile, mentre evoca la manina
A poche ore dal referendum, il governo spera però che il caso resti nel silenzio. Intanto la presidente del Consiglio ha blindato Delmastro, assicurando che resta al suo posto. “Avrebbe dovuto essere più accorto”, dice Meloni riferendosi al sottosegretario, ma “da questo a segnalare che abbia contiguità con la mafia ce ne passa”, è la difesa della presidente del Consiglio. Meloni torna poi sul caso in serata, puntando sul vittimismo. Sollecitata durante l’intervista del TgLa7, la presidente del Consiglio fa riferimento a un ipotetico intervento di una manina: “Se c’è stata una manina che dice tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni, gli italiani valuteranno”, afferma criticando la leggerezza di Delmastro sul caso.
La questione verrà affrontata probabilmente anche in commissione Antimafia, ma solo la prossima settimana si capirà se convocare Delmastro in audizione. Dopo il referendum. Intanto a difendere Delmastro ci pensa anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Sapendo l’interesse che c’è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo, non penso abbia fatto nulla di male o almeno nulla che consapevolmente potesse arrecargli danno”. Per le opposizioni le dimissioni del sottosegretario sono obbligate.
Il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, tira in ballo la presidente del Consiglio: “Meloni ha detto che Delmastro non si muove, è ricattata? Meloni è prigioniera di Delmastro, Santanchè e dei suoi compagni di partito”. I 5 Stelle hanno intanto depositato, sia alla Camera che al Senato, una mozione di censura per chiedere a Meloni di revocare le deleghe del sottosegretario alla Giustizia. Per Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, “non ci sono alternative” alle dimissioni di Delmastro: “Il silenzio e le continue coperture della presidente Meloni hanno trasformato il suo governo in un governo di impuniti”.