È arrivata la felicità. Non per Rai1. La fiction con Santamaria e Pandolfi piace ai giovani. Ma gli ascolti non premiano. Gli over 65 scappano

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di Gianluca Schiavone

Che avesse il guizzo letterario ed uno sguardo al mondo piuttosto interessante s’era già capito con la web/tv serie Una mamma imperfetta. Che il suo modo di raccontare i sentimenti fosse poco banale, s’era intuito ampiamente nelle 3 stagioni di Tutti pazzi per amore. Che, però, fosse anche in grado di scippare Claudio Santamaria ai set cinematografici e di far riappacificare Claudia Pandolfi con la fiction Rai dopo i fasti dell’Alice Solari che fu, questa è stata una scoperta. Stiamo parlando dello sceneggiatore e autore partenopeo Ivan Cotroneo, che è tornato su Raiuno con è arrivata la felicità. Una fiction fuori dai soliti schemi polverosi all’italiana, con personaggi ben calibrati, ed una scrittura fresca e parecchio vicina alle serie cult d’oltreoceano. Il giovedì sera, infatti, se Mediaset offre le dinamiche forzate del Grande Fratello, mamma Rai rilancia con una serie che ha molta più genuinità e spunti sociologici del reality medio. Il punto di partenza non è articolatissimo. Un padre abbandonato dalla moglie fedifraga si ritrova ad affrontare gli strascichi dell’amore perduto. Una quotidianità complessa, quindi, che impatterà con quella di una vedova in procinto di risposarsi. Due figli piccoli ma già grandi da parte di lui, due gemelle agli antipodi da parte di lei. Un architetto con la testa fra le nuvole ed una famiglia un po’ sui generis da un lato, una libraia avvenente con sorella lesbica e madre irrimediabilmente omofoba a carico. Una segretaria più napoletana della sfogliatella riccia, una migliore amica particolarmente sfigata in amore, un futuro sposo con una fuga all’altare in curriculum, e tanti altri personaggi sullo sfondo a dare ritmo e colore ad un prodotto tv davvero irresistibile. Sulle note di una sigla, La mia felicità (cantata da Sarah Jane Olog), che entra in testa e si finisce per canticchiare pure in fila alle Poste, questa nuova creatura targata Publisbei riesce in un’impresa titanica: riportare una grossa fetta di pubblico giovane alla fiction Rai, ultimamente intrappolata nel genere storico-politico che ha i suoi evidenti punti oscuri. Una riflessione leggera, tante risate e uno sviluppo narrativo che si sa già dove potrebbe portare, ma che viene voglia di non perdere per assicurarsi di averci visto giusto. Questi i cavalli su cui ha puntato un Cotroneo in ottima forma. In un periodo nel quale ci si continua ad accanire su prodotti ormai usurati, vedi un Medico in famiglia arrivato con affanno alla sua decima serie, gli ascolti lusinghieri di un è arrivata la felicità dovrebbero far riflettere su un’inversione di tendenza che non soltanto è possibile, ma che andrebbe cavalcata con più convinzione. Bando ai soliti titoli noti. Meno scelte rassicuranti, più investimenti su sceneggiatori giovani ed emergenti che sono costretti a confinare il loro talento su un web ormai troppo affollato. Servizio pubblico dev’essere anche e soprattutto riconoscere il buono, corteggiarlo e non farselo scappare.

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