E ora Berlusconi maledice il giorno del Patto del Nazareno. No di Forza Italia a ogni riforma. Ma Verdini potrebbe soccorrere Matteo

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di Lapo Mazzei

Dalle parti di Palazzo Chigi dicono che ci sia ancora spazio “per discutere tutti insieme”, e “a viso aperto”. Dicono. Perché all’indomani dell’Aventino delle opposizioni sulla legge elettorale, consumato in commissione Affari costituzionali alla Camera, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi non perde l’occasione per invitare nuovamente tutti i partiti al dialogo. Segno che fra lei e il premier Matteo Renzi stanno recitando i ruoli del poliziotto buono e di quello cattivo. Al netto di questa sceneggiata, resta il fatto che la prima commissione di Montecitorio ha votato all’unanimità – ma con l’assenza delle opposizioni – il mandato al presidente Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia e a Gennaro Migliore del Pd a riferire in Aula. Il partito di Berlusconi, per il momento, è sulle barricate. A spiegare la linea è stato il capogruppo alla Camera Renato Brunetta. “Noi ripresenteremo ovviamente tutti i nostri emendamenti, chiederemo su di essi il voto segreto, poi chiederemo il voto segreto sul voto finale”. E se Renzi metterà la fiducia “peggio per lui, ci saranno delle reazioni, di regolamento e non di regolamento, all’altezza della violenza che il premier sta realizzando sull’intero Parlamento”. Vedremo se alla prova dei fatti Forza Italia terrà fede alle parole pronunciate con tanta veemenza.

L’ASSEMBLEA AZZURRA
Strali all’indirizzo del premier anche dall’ex Cavaliere che ha presieduto l’assemblea dei deputati azzurri: Renzi? “E’ malato di bulimia di potere”, avrebbe affermato l’ex premier, come riportato su Twitter da Renato Farina, bollando l’Italicum come una “legge autoritaria”.

I DUE MATTEO ALLO SCONTRO TOTALE
Ancor più tranchant la posizione del Carroccio con il segretario Matteo Salvini che si è sfilato dalle sorti della legge elettorale (“Renzi se la faccia da solo”) e l’ex leader Umberto Bossi che ha fatto il paragone con la legge Acerbo “con cui Mussolini prese il potere”.
Sarcastico anche il capogruppo di Sel Arturo Scotto che ha riassunto in un cinguettio gli ultimi giorni di lavori sulla legge: “#Italicum approvato in meno di 48 ore in commissione. Senza opposizione e con deputati sostituti. L’unanimità dei sopravvissuti”.

SENZA ALTERNATIVE
Merita un capitolo a parte il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano che ormai è solo un partito nominale. “L’Italicum 2.0, il testo della legge elettorale approvato in Senato, garantisce governabilità e la certezza del vincitore. Dal momento che la legge elettorale riguarda le modalità con cui il popolo sovrano sceglie i propri rappresentanti, è preferibile la massima convergenza possibile delle forze politiche per la sua approvazione. E necessaria un’azione di responsabilità da parte di tutti”. A dirlo è Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra, a dimostrazione di come gli alfaniani ormai temono in modo evidente tutte le novità capaci di deviare il loro percorso di puro fiancheggiamento di Renzi. E tutto il resto è noia.

Ma Verdini è pronto a soccorrere Matteo

Un pezzo del Patto del Naxareno potrebbe avere nuova luce. Perché con tutte le opposizioni sull’Aventino e il suo partito spaccato, Renzi potrebbe avere bisogno di una scialuppa di salvataggio. Una scialuppa che potrebbe lanciargli l’amico Denis Verdini con i suoi 15 fidi deputati. Tra questi potrebbero esserci Ignazio Abrignanie Massimo Parisi, due felissimi di Verdini, ma anche Luca D’Alessandro e pure la big Laura Ravetto. E tanti altri ancora come  l’ex presidente della Provincia di Brescia Giuseppe Romele. Molto dipenderà da come procederà il dibattito parlamentare. Si voterà punto per punto o il Governo metterà la fiducia? Questo è lo snodo fondamentale visto che in caso di fiducia non tutti i fedelissimi di Verdini sembrerebbero disposti a votarla. Fiducia che invece voterebbero molti dissidenti del Partito democratico. Insomma tirando le somme il Presidente del Consiglio dovrebbe spuntarla ancora. I numeri sembrerebbero dargli ragione anche questa volta. Salvo clamorosi colpi di scena. Che farebbero saltare il banco e porterebbero a elezioni anticipate. Soluzione che manderebbe molti a casa anticipatamente. Anche per questo molti potrebbero salvare l’Italicum.

L'editoriale
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