L'Editoriale

Di Maio nel mirino dei russi per aver provato a fermare la guerra

Ucraina Russia Di Maio
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Peggio dei russi che invadono l’Ucraina ci sono solo i miserevoli commentatori di casa nostra, che ieri hanno preso al balzo le provocazioni del Cremlino contro Di Maio (leggi l’articolo) per dare addosso al nostro ministro. Putin certi sciagurati li manda in Siberia come disfattisti, ma da noi ognuno può dire le sciocchezze che vuole, specie se c’è da mettere alla berlina un 5 Stelle.

Ma riassumiamo la vicenda. Dopo aver fatto spola tra Kiev, Mosca, Parigi e Bruxelles per scongiurare il conflitto, Di Maio ha riferito in Parlamento sulla situazione (leggi l’articolo), prendendo una posizione persino più rigida dei nostri partner europei per dissuadere la Russia ad invadere il Donbass.

A Mosca ovviamente non l’hanno presa bene, e l’ambasciata a Roma ha dileggiato il nostro responsabile degli Esteri, accusandolo di avere una strana idea della diplomazia. Parole che dicono tutto sull’arroganza e l’indisponibilità a cercare una soluzione pacifica a una crisi non dipesa dal caso, ma dalle precise responsabilità di un leader che deve avere problemi economici e di dissenso interno drammatici per voler sopire tutto questo destabilizzando un’area potenzialmente esplosiva per l’intero continente.

L’Italia che si fa sentire però dà fastidio, e avendo chiaro a che gioco gioca il piccolo zar, tutti nel nostro Paese dovremmo far quadrato attorno a chi lavora per la pace, e non per la guerra. Una scelta fin troppo facile se non fosse che il sistema non odia nulla più dell’anomalia dei 5S. Così i russi sono liberi di insultare, anche se per quello che stanno facendo in Ucraina un giorno saranno loro ad essere insultati dalla storia.

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