L'Editoriale

Giornata della terra, presi dalla guerra dimentichiamo che la priorità è salvare casa nostra

Giornata della terra
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A vedere il massacro di vite umane in Ucraina e del buon senso nel resto del mondo – dove dovremmo evitare di farci trascinare in una guerra globale e invece gettiamo benzina sul fuoco parlando solo di armi e sanzioni – alcuni effetti collaterali del conflitto passano per problemi minori.

Abbandonate le battaglie per la sostenibilità del pianeta

Certo, siamo allarmatissimi per il costo della luce e per l’enigma sull’accensione o meno dei condizionatori, ma della transizione ecologica non frega più niente a nessuno. Anzi!

In poche settimane abbiamo perso tutto il terreno conquistato in anni di impegno per radicare il concetto di sostenibilità del pianeta.

Così sono tornati di attualità le trivelle e il carbone, per non parlare del nucleare, che le lobby di settore spacciano per nuovo e pulito, senza dirci però dove mettere le scorie che abbiamo sul groppone da decenni, inevitabile lascito delle centrali chiuse all’epoca, e a cui versiamo ancora un obolo ogni volta che paghiamo la bolletta.

La giornata della terra ci riporta alla realtà

Poi però accade che la Giornata della Terra, una ricorrenza nemmeno più sentite tra le tante, ci obblighi a riflettere sulle condizioni del pianeta. E a fare i conti con quanto costa in termine di vite, di denaro e di futuro continuare a sfruttare il suolo, disperdere l’acqua, inquinare e surriscaldare l’atmosfera.

Numeri (all’interno pubblichiamo otto pagine speciali) che dovrebbero costringerci ad accelerare la svolta Green invece che frenarla perché salvaguardare l’Ambiente costa.

Ma si sa: presi dai problemi urgenti non vediamo più quelli importanti, e mentre facciamo ancora poco per riciclare e decontaminare, ci giochiamo l’unica casa che abbiamo: la Terra.

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