Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Meno male che Ursula c’è. Porta la firma della presidente della Commissione europea, infatti, la mossa a sorpresa che potrebbe invertire le sorti della guerra in Ucraina. “Per la prima volta proponiamo di vietare l’ingresso nell’Ue a chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate russe dall’inizio del conflitto”, ha annunciato urbi et orbi la volpe tedesca di stanza a Bruxelles.
“In altre parole, l’Europa sarà preclusa a chiunque abbia partecipato all’invasione dell’Ucraina. È così semplice”. Semplicissimo. Roba da far tremare i polsi a Vladimir Putin. Dopo una ventina di pacchetti di sanzioni, che più che la Russia hanno affossato le economie di mezza Europa – Italia in testa – a colpi di rincari su gas e carburanti, finalmente il colpo di genio che non ti aspetti. Tra una grassa risata e l’altra – a partire da quelle del Cremlino – basta spostare i riflettori dalla Russia ad Israele per tornare di colpo seri.
Pensando ai militari dell’Idf, protagonisti da quasi tre anni dello sterminio nell’inferno di Gaza, ordinato dal ricercato internazionale (al pari di Putin) Benjamin Netanyahu. Ma che anziché finire al bando, come quelli russi, svacanzano a turno nei resort della Sardegna protetti e scortati dalle forze dell’ordine italiane. Nel silenzio dell’Unione europea e di Ursula bomb der Leyen. Che persevera ostinatamente nell’insopportabile deriva del doppio standard: tolleranza zero per la Russia, sanzioni zero per Israele. Al peggio, del resto, non c’è mai fine.