L'Editoriale

I miracoli di Mario continuano

Mario Draghi
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Dopo aver fatto i miracoli – tipo far vincere agli Azzurri gli Europei o ai Måneskin l’Eurofestival, come scrivono con inchiostro alla bava certi giornali (leggi l’articolo) – Draghi si riposò, concedendosi una passeggiata nel carcere di Santa Maria Capua a Vetere, accolto in un tripudio, al coro di “indulto-indulto”.

Qui Mario nostro ha detto che dare botte ai detenuti non è bello e non deve più avvenire, seppure senza specificare cosa sostenga una tale promessa, visto che mai nessun premier ha dato ordini di manganellare la popolazione carceraria, mentre sulla costruzione dei nuovi penitenziari – cioè l’unico modo serio per garantire condizioni di vita dignitose – sono previsti grazie al Pnrr solo otto nuovi padiglioni: un aiuto, certo, ma insufficiente.

Perciò come soluzione non resta che una nuova legge svuota carceri, da affiancare al condono nascosto nella riforma della Giustizia dalla ministra Cartabia, dove manco a dirlo il pezzo forte è il ripristino della prescrizione cancellata da Bonafede. Terminati i bei discorsi e le foto di rito, i fedeli chiedevano però un segno divino.

Così Draghi si è ricordato di Maometto e la montagna, con la differenza che invece di andare lui dagli operai della Whirlpool di Napoli licenziati per un provvedimento del suo governo, li ha fatti venire a sé. Seguono anche qui benedizioni e promesse, non importa con che risultati. Quando al ministero dello Sviluppo c’erano Di Maio e Patuanelli ogni giorno andavano in onda decine di servizi tv con relative distese di accuse, ma ora che c’è Giorgetti tutto tace. E se non sono miracoli questi…

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