L'Editoriale

La farsa delle destre è da Oscar

Con una logica da imbroglia-popolo, i supporter della Meloni a Caivano hanno preparato una claque in piena regola.

La farsa delle destre è da Oscar

Dopo la barzelletta della presunta mafia che firma una lettera di minacce al ministro Calderoli firmandosi “la mafia”, i giornali di destra avrebbero potuto essere più accorti nel dar credito alle altrettanto presunte minacce alla premier in visita a Caivano.

La retorica del vittimismo che avvolge il governo ha però prevalso, fin quando la realtà ha messo in chiaro ogni cosa. Quella spacciata per minaccia era solo una legittima e democratica contestazione al Presidente del Consiglio per la soppressione dei sostegni a poveri e disoccupati. Qualcosa di tragico e organizzato però c’era davvero.

Con una logica da imbroglia-popolo, i supporter della Meloni avevano preparato una claque in piena regola, così da far apparire un successo l’inutile passerella nel quartiere diventato simbolo del degrado nelle periferie. Una farsa, che fotografa perfettamente l’immensa presa in giro degli italiani su cui campa la maggioranza di governo. Stravolgere i fatti, far passare il bianco per nero, e viceversa, è stata la formula vincente di partiti diventati maestri di questa commedia, anche grazie alla copertura delle televisioni fiancheggiatrici.

Solo così un manipolo di signori che prende quindicimila euro al mese è riuscito a convincere milioni di persone con uno stipendio da mille e cinquecento che il problema del Paese sono i poveracci con tre/quattrocento euro di sussidio. Niente di strano, perciò, che gli stessi autori della più grande campagna di diffamazione della povera gente si esercitino nel tenere alta l’immagine della capobanda.