L'Editoriale

Ma che bella estate!

Tra l'escalation dei conflitti in Ucraina e in Iran, i carburanti che corrono, le priorità dell'estate sono la legge elettorale e Ranucci

Ma che bella estate!

In quest’ultimo scorcio di un’estate che sembra non voler finire mai, non sono solo le temperature sub sahariane ad arroventare il clima. Mentre è in corso una doppia escalation delle guerre in corso in Ucraina, con la Russia che ha decisamente alzato il tiro per completare la conquista del Donbass, e all’Iran, su cui è tornata ad abbattersi tutta la potenza di fuoco Usa, sembrano ben altre le priorità del governo italiano.

La bella estate di Meloni & C.

In cima alla lista c’è la legge elettorale. Di fronte al dilagare del partito di Vannacci, l’ultima idea targata Meloni per disinnescare Futuro Nazionale, è il ricorso al ballottaggio se due coalizioni superano il 40% dei voti. Intanto i prezzi dei carburanti continuano a correre, mangiandosi di proroga in proroga il taglietto delle accise. Non sembra preoccupare più di tanto l’ineffabile governo sovranista neppure la nefasta previsione di FederPetroli: l’aggravarsi della crisi nello Stretto di Hormuz potrebbe spingere, nei prossimi mesi, il gasolio a sfiorare i 3 euro al litro, (altro che sconto di 17 centesimi!).

Tra le pratiche estive sbrigate con successo c’è del resto l’epurazione di Ranucci dalla guida di Report. Per la serie, come punire la vittima di un attentato per l’amicizia – per quanto inopportuna – con Lavitola, presunto mandante della bomba che nell’ottobre scorso esplose davanti l’abitazione del giornalista Rai. E pazienza se l’inchiesta abbia escluso ogni coinvolgimento di Ranucci nella preparazione e nell’esecuzione del piano dinamitardo. Con le destre funziona così: garantisti con gli amici (Delmastro e Santanchè docent), decisamente meno con i nemici. Che nel caso in questione sarebbe, di fatto, la libera stampa.

Il resto lo fa la solita propaganda. Ieri il governo Meloni, che ha appena prorogato la sospensione del trattato di Schengen verso la Spagna, ha diffuso con toni trionfanti i risultati ottenuti “dal 1° al 31 agosto, a seguito del ripristino dei controlli alle frontiere aeree e marittime” con il Paese iberico. Tenetevi forte: “Quasi 500 mila persone sono state controllate attraverso la consultazione delle ‘liste passeggeri’; oltre 180 mila persone, provenienti dalla Spagna, sono state identificate al momento in cui stavano facendo ingresso in Italia”. Uno sforzo immane ma con quali esiti? “Sono stati adottati 31 provvedimenti di respingimento alla frontiera, tra i quali 8 nei confronti di cittadini marocchini; 6 persone sono state tratte in arresto”. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.