L'Editoriale

Il miracolo di Draghi sono i No vax

Astrazeneca Draghi
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Un passo avanti e due indietro, l’unico miracolo riuscito a Draghi da quando sta al governo è la moltiplicazione dei No vax. Lui ce la sta mettendo tutta, offrendo il braccio alla seconda dose diversa dalla prima con AstraZeneca, ma con l’armata Brancaleone che si è scelto il caos è generale (e qui il riferimento a Figliuolo non è per caso).

Di fronte a una vaccinazione di massa, l’unica cosa essenziale – insieme ai vaccini – è la certezza delle regole da seguire. Poche cose, ma chiare, perentorie, e mai da improvvisare. L’esatto contrario del dietrofront di ieri sul richiamo col siero caduto in disgrazia, quell’AstraZeneca che saranno i fortunati possessori della prima dose a decidere se rifare.

Insomma, la responsabilità di una prescrizione prettamente medico-scientifica è riversata sugli ignari cittadini, che per quanti virologi stanno vedendo in tv meriterebbero pure la laurea ad honorem, ma non si possono caricare della responsabilità di scegliere loro che fare. Unica consolazione per Governo, Cts e struttura commissariale è la serietà delle Regioni

Il premier ancora non ha detto quando potremo togliere le mascherine – su cui Salvini batte come un fabbro, fottendosene di consolidare la frenata della pandemia – ma già il governatore della Campania, De Luca, fa sapere che le lascerà obbligatorie tutta l’estate.

Così si torna all’anarchia istituzionale, con l’effetto che ieri per le strade di Roma si vedeva una persona con la mascherina e due senza. Fa caldo e il Covid fa meno paura, ma con questo bordello il rispetto delle regole è allo stato terminale.

Leggi anche: Cocktail o bis AstraZeneca. Altra retromarcia dei Migliori. Agli under 60 la scelta sui richiami. Draghi: “L’eterologa funziona anche meglio. Io la farò”.

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