L'Editoriale

Si allarga il luna park dei Mattei

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A sprezzo del ridicolo, la casta ha fatto ancora una volta quello che da sempre le riesce meglio: difendere se stessa. Con una netta maggioranza di parlamentari di Forza Italia, la ritorsione di un po’ di transfughi dei 5 Stelle e persino tre esponenti in libera uscita del Movimento, si è arrivati al quorum necessario per buttar via altri soldi degli italiani in un referendum dall’esito scontato: volete voi contribuenti mantenere 345 deputati e senatori che diversamente se ne andrebbero a casa, risparmiando mezzo miliardo a legislatura?

Vabbè che siamo il Paese di Tafazzi, ma a furia di randellarci le zone basse qualche cosa dovremmo avere imparato, evitando di farci intortare dalle erudite questioni di principio usate dai promotori del referendum. Dover importunare gli elettori sulle dimensioni delle Camere serve invece a tenere sotto pressione l’attuale maggioranza, come se non le bastassero i problemi che le piovono addosso e ad abuntandiam si va a cercare da sola.

La casta di cui sopra sa bene che una volta passato il referendum i posti a disposizione saranno molti meno, e quindi meglio tornare a votare prima di una tale sciagura, confermando l’attuale migliaio di comodi seggi e mettendo fine a un equilibrio politico che manda ai matti lobby e poteri forti in trincea contro le riforme dei 5S.

I prossimi mesi saranno perciò più accidentati per il Governo, visto che il Quirinale difficilmente consentirà nuove alchimie se cadesse Conte. Per i Mattei, Salvini e Renzi, che sognano i pieni poteri o hanno nostalgia del passato ci sarà da divertirsi come bambini al luna park.

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