Emergenza Coronavirus, Salvini in assetto operativo ma non si capisce a quale titolo. Pd: “Per il leader della Lega ogni occasione è buona per fare campagna elettorale”

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha partecipato, questa mattina, tra il pubblico (nella foto), alla conferenza stampa dei vertici di Regione Lombardia, sugli ultimi casi di Coronavirus nel Lodigiano,  e si è poi spostato in sala operativa, insieme al governatore, Attilio Fontana, e all’assessore al Welfare, Giulio Gallera. Va tutto bene, ma, come sempre, non si capisce a quale titolo – non avendo il leader del Carroccio alcun incarico istituzionale – il Capitano è in prima linea, se non per fomentare, come era accaduto nei giorni scorsi, la psicosi. “Quarantena volontaria per chi torna dalla Cina??? Ma stiamo scherzando??? La salute della nostra gente viene prima di tutto, siamo stufi di un governo che non decide niente. Conte Dimettiti” ha scritto poi su Twitter Salvini.

“Mentre le istituzioni, i medici e tutto il sistema sanitario sono impegnati per fronteggiare la nuova emergenza creatasi in Lombardia con i primi contagiati in Italia da coronavirus, Salvini apre inutili polemiche e spara le sue sentenze, prima ancora che si abbiano certezze su come siano andate le cose”. Ha commentato su Facebook il deputato del Pd, Ubaldo Pagano, in riferimento alle dichiarazioni del Capitano.

“Siamo di fronte all’ennesimo vergognoso sciacallaggio – aggiunge l’esponente dem -, di cui non si sentiva alcun bisogno. L’Italia ha preso le maggiori contromisure, a livello europeo, bloccando da subito tutti i voli dalla Cina. Per Salvini ogni occasione, anche una situazione drammatica come quella di oggi, è buona per pensare di fare campagna elettorale. Mai visto un ex ministro dell’Interno che, invece di aspettare e capire, dopo un minuto dalla notizia del contagio inizia ad alimentare panico e paure. Irresponsabile”.

“Io pretendo di sapere chi entra e chi esce dal mio Paese, legamente e illegalmente” ha poi aggiunto Salvini nel corso di una diretta Faceboo.  “Non è mai bello dire ‘L’avevamo detto'”, ha detto ancora, ma “quando c’è di mezzo la salute meglio un controllo in pià che un controllo in meno. Controllare chi entra nel nostro paese è un dovere”. “Ascoltiamo la comunità scientifica – ha aggiunto il leader del Carroccio -: blindiamo, sigilliamo i nostri confini. Se Conte non è in grado di garantire la salute pubblica di questo Paese si faccia da parte”.