Più di nove su dieci. Per i lavoratori italiani la priorità è una sola: avere un aumento di stipendio nei prossimi dodici mesi. La ricerca dell’Osservatorio di Nhrg sugli stipendi in Italia e sulle opinioni dei lavoratori fa emergere un quadro molto chiaro: il 91,95% chiede un aumento in busta paga nel prossimo anno. Il 67,24% dei partecipanti allo studio ha tra i 26 e i 50 anni e in questa fascia di età il 38,5% dichiara una retribuzione annua lorda inferiore a 18mila euro, mentre il 40,8% si trova tra i 18mila e i 28mila euro.
L’Italia nella morsa della stagnazione dei salari
Un elemento che emerge con chiarezza è quella che viene definita stagnazione salariale: soltanto il 29,89% degli intervistati infatti afferma di aver ricevuto un aumento della retribuzione annua lorda o un avanzamento di livello negli ultimi due anni. Alto anche il grado di insoddisfazione per la propria retribuzione: il 41,21% ritiene che il suo stipendio non sia adeguato alle mansioni svolte, alle condizioni del mercato del lavoro e alla propria esperienza.
Dati che si riflettono, inevitabilmente, sulla capacità di risparmiare: il 67,24% dei lavoratori afferma di non essere in grado di risparmiare con regolarità, mentre il 41% parla di uno stress economico che incide in maniera rilevante sul proprio benessere personale, oltre che sulla qualità del lavoro. Per quanto riguarda le priorità indicate dagli intervistati, al primo posto c’è l’introduzione di sistemi oggettivi di valutazione delle competenze e delle performance. Al secondo posto c’è invece l’aumento della retribuzione, ritenuta fondamentai per migliorare la soddisfazione lavorativa.