Giù le mani dall’ergastolo ostativo. O si realizza il papello di Riina. Parla il deputato M5S, D’Ippolito: “Certa politica non capisce nulla di lotta alla mafia”

ergastolo ostativo D'Ippolito
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Un post su Facebook in cui il messaggio è più che chiaro: “Nessun passo indietro sulla lotta alla mafia”. Così il deputato del Movimento cinque stelle, l’avvocato Pino D’Ippolito, ha risposto alle dichiarazioni lanciate, tra gli altri, da Matteo Salvini sulla necessità di rivedere la legge sul pentitismo dopo il caso Brusca. “Noi siamo il Movimento 5 stelle. Abbiamo una storia molto chiara. Siamo sempre stati vicini ai movimenti legalitari, penso alle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, attivi per la verità e la giustizia sulla cosiddetta Trattativa, cioè quel patto infernale, tra Cosa nostra e pezzi deviati dello Stato, finalizzato a favorire l’azione della mafia”, spiega intervistato da La Notizia.

Dunque, per l’appunto, nessun passo indietro?
Non possiamo snaturarci né cedere ai tentativi di annacquare la legislazione antimafia, voluta molto da Giovanni Falcone e poi ripresa nell’insegnamento universitario di un penalista di primissimo ordine: Federico Stella. Le organizzazioni criminali si smantellano con il contributo determinante dei pentiti. E si sconfiggono con l’ergastolo ostativo, che è un’arma potentissima. Con il mutismo politico di oggi, si rischia di mandare tutto all’aria, se non si interviene con coscienza, coraggio e competenza sul tema della lotta alle mafie, ormai finito abbastanza nel dimenticatoio, nonostante l’impegno e l’esposizione di magistrati come Nicola Gratteri, Giovanni Bombardieri, Pierpaolo Bruni. Il punto è chiaro: mafiosi, ’ndranghetisti e camorristi non possono essere trattati come criminali comuni. A crimini speciali devono corrispondere misure speciali. Nella confusione generale, temo che possa passare un altro pezzo del “papello”, cioè l’abolizione dell’ergastolo ostativo.

Non crede sia paradossale? C’è chi dice stop all’ergastolo ostativo e poi però chiede anche di rivedere la legge sul pentitisimo. Il risultato sarebbe potenzialmente mafiosi a piede libero…
È il doppiopesismo di certa politica, che non capisce un tubo di lotta alle mafie o che fa finta di non intendere il punto. Non possiamo permettere che il lavoro e il sacrificio di uomini come Falcone e Borsellino venga cancellato con un colpo di spugna. Sarebbe la resa, la sconfitta definitiva dello Stato Io vengo da una regione, la Calabria, in cui esiste un forte controllo del territorio da parte della ’ndrangheta. Ne conosco bene la capacità di creare rapporti di sangue, di infiltrarsi e di dominare il mercato, l’economia e la vita pubblica. So bene quanto la ’ndrangheta riesca a condizionare le elezioni, l’informazione e perfino i poteri pubblici, come è emerso anche di recente. Un ritorno dei criminali sui territori sarebbe terribile.

Salvini chiede di rivedere la legge sui pentiti. Che cosa gli risponde?
Al netto della retorica, peraltro senza contraddittorio, che usa nel ricordare i mafiosi arrestati dalle forze dell’ordine quando era ministro, a Salvini non importa del problema dell’antistato. Diversamente non avrebbe simili posizioni. Ricordo al leader della Lega che il minimo edittale del 416-bis, che dispone in materia di associazioni di tipo mafioso formate da tre o più persone, è perfino ridicolo. Inoltre i delitti aggravati dal metodo mafioso accedono agli sconti di pena. Salvini vuole ammettere o no che è in atto un tentativo di disarticolare la legislazione antimafia in via definitiva? E nel merito vuole continuare a fare l’istrione? Capisce o no che lo Stato deve indurre i mafiosi a collaborare e deve usare il pugno durissimo verso quelli che non vogliono pentirsi?

Crede che dalla destra sia l’ennesima mossa propagandistica o crede ci sia anche altro?
Che ci sia propaganda è scontato. Ma un pezzo della destra ha anche inchieste in corso sui rapporti tra politica e mafia, come di recente ha rammentato Report, in un servizio su Dell’Utri. Una parte della destra sta cercando di riorganizzarsi, di pensare al dopo Berlusconi, di ricollocarsi nel quadro politico nazionale, decisamente mutato con l’avvento di Draghi. Forza Italia e Lega hanno la necessità di creare un nuovo soggetto politico, marginalizzando Fratelli d’Italia. La destra ha quindi grossi problemi, in questo momento. Soprattutto rispetto alla nascita di Forza Italia. Allora cerca di distrarre e confondere.