Marcell Jacobs non riesce a difendere il titolo europeo dei 100 metri. Dopo aver dominato la semifinale in 10.08, miglior tempo dell’intero turno, l’azzurro si ferma per un problema fisico durante la finale di Birmingham. L’oro va al britannico Romell Glave davanti al connazionale Jeremiah Azu e al tedesco Owen Ansah. Chituru Ali resta fuori dal podio. Nella seconda parte della serata Francesco Inzoli chiude sesto nel lungo con 8,04, si fermano in semifinale le tre azzurre dei 100 ostacoli ed Edoardo Scotti nei 400, mentre nessuna italiana supera le qualificazioni dell’asta.
Dopo l’oro di Nadia Battocletti e il bronzo di Micol Majori nei 5000, Birmingham cambia improvvisamente volto per l’Italia.
In semifinale Jacobs aveva corso in 10.08 con vento -0,6, vincendo agevolmente la propria serie e firmando il miglior crono complessivo dei tre turni. Anche Chituru Ali aveva centrato la finale, secondo nella propria semifinale in 10.34, riportando così due azzurri nell’ultimo atto dei 100 per la terza edizione consecutiva. I risultati della sessione sono raccolti nella diretta ufficiale FIDAL della seconda giornata di Birmingham.
Poi, alle 22:47, arriva il verdetto che l’Italia non aspettava.
Jacobs si ferma nella finale dei 100, sfuma il terzo titolo consecutivo
La partenza è regolare. Pochi secondi dopo, però, Jacobs interrompe la propria azione per un problema fisico e la corsa al terzo oro europeo consecutivo finisce lì.
Davanti la gara continua e l’Alexander Stadium può festeggiare una doppietta britannica: Romell Glave conquista il titolo europeo, Jeremiah Azu è secondo. Il bronzo va al tedesco Owen Ansah. Chituru Ali completa la finale, ma resta fuori dalle medaglie.
È un finale particolarmente amaro proprio per ciò che Jacobs aveva mostrato pochi minuti prima. Il 10.08 della semifinale era stato il miglior tempo dell’intero turno e aveva rilanciato concretamente la possibilità di un tris che gli avrebbe consentito di raggiungere Valeriy Borzov e Linford Christie, gli altri uomini capaci di vincere tre titoli europei nei 100.
Il risultato sportivo, quindi, racconta soltanto una parte della finale. Jacobs non viene battuto al termine di un confronto sulla velocità: la sua gara si interrompe.
Ora il primo interrogativo riguarda l’entità del problema fisico. Qualsiasi valutazione sul resto dell’Europeo, comprese le staffette, richiederà necessariamente indicazioni sulle condizioni dell’azzurro.
Ali torna in finale, ma questa volta il podio resta lontano
La serata dei 100 aveva riportato in finale anche Chituru Ali.
L’argento di Roma 2024 aveva superato la semifinale con 10.34 e vento contrario di 1,7 metri al secondo, secondo alle spalle proprio di Romell Glave, che aveva vinto la serie in 10.13.
In finale l’azzurro non riesce, però, a inserirsi nella lotta per le tre medaglie. Davanti è la Gran Bretagna a prendersi le prime due posizioni con Glave e Azu, mentre Ansah completa il podio per la Germania.
Resta comunque un dato significativo: per la terza edizione consecutiva l’Italia è riuscita a qualificare due uomini nella finale europea dei 100 metri.
Inzoli sesto nel lungo con 8,04, Tentoglou cala il poker
Poco prima della finale dei 100 si era conclusa un’altra gara molto attesa dall’Italia.
Francesco Inzoli chiude sesto nel salto in lungo con 8,04 metri, misura ottenuta con vento contrario di 1,5 metri al secondo. Per il 21enne è una finale di peso alla prima presenza con la Nazionale assoluta.
Le aspettative erano inevitabilmente cresciute dopo le qualificazioni, quando Inzoli aveva saltato 8,34 metri con vento oltre il limite, miglior misura dell’intero turno. Il risultato gli aveva permesso di arrivare alla finale davanti a tutti, dopo la giornata segnata anche dall’infortunio di Mattia Furlani.
A prendersi la gara è ancora una volta Miltiadis Tentoglou. Il greco vola a 8,44 metri e conquista il quarto titolo europeo consecutivo. Argento allo svizzero Simon Ehammer con 8,29, mentre il bulgaro Bozhidar Saraboyukov sale sul terzo gradino del podio grazie all’8,26 dell’ultimo tentativo.
Per Inzoli non arriva la medaglia, ma resta un sesto posto europeo costruito con una qualificazione di altissimo livello e in una delle finali tecnicamente più interessanti della serata.
Polzonetti sfiora la finale dei 100 ostacoli per quattro centesimi
Niente finale, invece, per le tre italiane dei 100 ostacoli.
La più vicina al passaggio del turno è Celeste Polzonetti, quarta nella propria semifinale in 12.93 con vento -0,3. Le mancano appena quattro centesimi per entrare tra le otto migliori d’Europa.
Si fermano anche Giada Carmassi, quinta nella propria semifinale in 13.11, ed Elena Carraro, settima nella sua serie.
La finale si decide poi sul filo dei millesimi. L’olandese Nadine Visser e la polacca Pia Skrzyszowska tagliano entrambe il traguardo in 12.67, ma il fotofinish assegna il titolo a Visser per appena un millesimo. Bronzo alla francese Laeticia Bapté in 12.73.
È una di quelle gare che mostrano quanto possa essere sottile il confine tra una finale europea e l’eliminazione: per Polzonetti sono bastati quattro centesimi.
Scotti si ferma in semifinale nei 400
Non arriva la finale nemmeno per Edoardo Scotti nei 400 metri.
Il primatista italiano corre bene per gran parte della semifinale, ma perde terreno negli ultimi trenta metri e chiude in 45.32. È il tredicesimo tempo complessivo e non basta per entrare tra gli otto finalisti.
La sua serie viene vinta dal tedesco Jean Paul Bredau in 44.86 davanti all’ungherese Patrik Enyingi, mentre il miglior tempo complessivo delle semifinali è del francese Muhammad Abdallah Kounta in 44.38.
Per Scotti l’Europeo non è necessariamente terminato: resta, infatti, inserito nel gruppo azzurro delle staffette. La sua eliminazione individuale, però, toglie all’Italia un’altra presenza nella finale del giro di pista.
Asta, eliminate Molinarolo, Malavisi e Scardanzan
La seconda parte della serata non sorride nemmeno alle italiane del salto con l’asta.
Elisa Molinarolo supera 4,10 e 4,25 ma commette tre errori a 4,40. Sonia Malavisi e Virginia Scardanzan si fermano entrambe a 4,25.
Nessuna delle tre azzurre riesce, quindi, a conquistare un posto nella finale.
Una qualificazione resa più complicata anche dal vento variabile dell’Alexander Stadium, una caratteristica che in questi primi giorni ha condizionato diverse prove tecniche.
Halasz oltre gli 84 metri nel martello
Tra le grandi prestazioni della seconda parte della serata c’è anche quella di Bence Halasz.
L’ungherese conquista il titolo europeo del martello con 84,25 metri, nuovo record nazionale e migliore prestazione mondiale stagionale. Alle sue spalle il tedesco Merlin Hummel è argento con 81,30 e l’ucraino Mykhaylo Kokhan bronzo con 79,49.
Una misura che trasforma la finale del martello in uno dei risultati tecnicamente più importanti dell’intera seconda giornata.
Birmingham cambia volto nel finale
La seconda giornata degli Europei aveva regalato all’Italia l’oro di Battocletti, il bronzo di Majori, il record italiano di Eloisa Coiro negli 800 e altri pass per le finali.
Le ultime gare della notte raccontano, invece, una storia diversa.
Inzoli è sesto nel lungo, Polzonetti sfiora la finale per quattro centesimi, Scotti e le astiste si fermano. E, soprattutto, Jacobs, dopo aver corso il miglior tempo delle semifinali, non riesce nemmeno a completare la finale che avrebbe potuto consegnargli il terzo titolo europeo consecutivo.
È questo il risultato che inevitabilmente resta alla fine della notte di Birmingham.
Non perché cancelli quanto l’Italia ha conquistato poche ore prima e nemmeno perché cambi il valore del percorso di Jacobs, arrivato alla finale da uomo più veloce delle semifinali.
Semplicemente perché nello sport, a volte, il risultato non arriva nemmeno ad avere il tempo di essere deciso.
A Birmingham il tris europeo di Jacobs non sfuma sul traguardo, ma prima di poterlo davvero contendere e adesso la questione più importante non riguarda più il cronometro: riguarda le condizioni dell’azzurro e la possibilità di rivederlo in pista nel prosieguo degli Europei.
Fonte: ANSA