Eutanasia: scontro tra giallorossi e sovranisti. M5S e Pd favorevoli alla norma, Salvini e Meloni pronti alle barricate

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M5S e Pd in pressing, Lega e Fratelli d’Italia sulle barricate. Con la maggioranza che, all’indomani della “storica” sentenza (copyright di Luigi Di Maio) della Consulta sul caso Cappato-dj Fabo, spinge per l’approvazione in tempi rapidi di una legge sul fine vita e l’opposizione che, invece, non ne vuole sapere. In mezzo Forza Italia, divisa tra “sensibilità diverse” sul tema.

QUESTIONE APERTA. Nonostante gli appelli a fare preso arrivati dai presidenti di Camera e Senato, il fronte sovranista tiene duro. “Se si parla di suicidio per legge e di suicidio di Stato, io non lo voto, perché la vita è sacra – tuona il leader del partito del Rosario, Matteo Salvini -. Lo Stato che legittima il suicidio non è il mio Stato”. Gli dà sponda la presidente di FdI, Giorgia Meloni: “Per noi la vita è sacra ed è degna di essere difesa dall’inizio alla sua fine”. Si vedrà.

Di certo sono finora 13, comprese quelle dei grillini Mantero e Sarli le proposte presentate in Parlamento dall’inizio della legislatura sull’eutanasia, 6 alla Camera e 7 al Senato. Compresa una proposta di legge di iniziativa popolare, presentata nel 2013 e riproposta il 23 marzo dell’anno scorso. A farla da padrone il Partito democratico che di testi ne ha presentati addirittura cinque. L’ultimo in ordine di tempo, depositato a Palazzo Madama dalla senatrice Monica Cirinnà, disciplina l’aiuto medico e la tutela della dignità nella fase finale della vita, dettando nuove norme per il testamento biologico.

Gli altri 4 provvedimenti targati Pd, comprendono quello proposto dal capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, che punta, tra l’altro, ad ampliare il ricorso alla sedazione profonda. Gli altri tre portano la firma di Tommaso Cerno, Alessando Zan e Nadia Ginetti. Per la Lega, il testo depositato alla Camera da Alessandro Pagano, non depenalizza il suicidio assistito, ma riduce la pena (dai 6 mesi a 2 anni anziché dagli attuali 5 a 12 anni) per il convivente. La proposta di Leu, sempre alla Camera, porta invece la firma di Michele Rostan: esclude la punibilità se a chiedere l’eutanasia sia un soggetto informato, consapevole e in condizioni irreversibili. Chiudono la lista la pdl di Andrea Cecconi (Misto-Maie) a Montecitorio e i ddl di FI, firmati Maria Rizzotti e Paola Binetti, a Palazzo Madama.

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