Facilitatori in Movimento. In corsa per l’incarico spunta anche la Trenta. Entro domenica cambia l’assetto dei 5S. Tanti i fedelissimi di Di Maio candidati

di Francesco Carta
Politica

La data cerchiata in rosso è quella del 15 dicembre. Domenica prossima, infatti, il Movimento cinque stelle compirà il primo passo, concreto, verso l’annunciata riorganizzazione interna. Quel giorno, infatti, gli attivisti su Rousseau voteranno i “facilitatori”, annunciati da Luigi Di Maio già a luglio, dopo la batosta alle elezioni europee di fine maggio. Parliamo delle 12 figure intermedie divise per settore di competenza che dovranno fare da raccordo tra i territori e i vertici nazionali. La scelta finale sugli incarichi, come detto, spetterà agli iscritti di Rousseau, ma intanto in queste ore decine di attivisti stanno presentando la propria candidatura per il ruolo, ciascuno segnalando anche il team di esperti e portavoce disponibili ad affiancarlo in caso di nomina.

Nella lunga lista ci sono effettivamente diversi nomi di spicco. C’è, ad esempio, l’ex Iena (ed ex candidato trombato alle politiche ed ex consulente dell’ex sottosegretario Lorenzo Fioramonti) Dino Giarrusso, eletto a Bruxelles che ora ambisce ad essere facilitatore nel settore “Istruzione, ricerca e cultura”. Nella sua squadra, come da regolamento per la candidatura, ci sono un portavoce nazionale del Movimento, un consigliere regionale e uno comunale, oltre ad esperti tecnici fino a un massimo di otto persone. Ad affiancare Giarrusso, tra gli altri, sono lo storico dell’arte Tomaso Montanari e Daniele Frongia, fedelissimo della Raggi. Per la stessa area tematica corrono poi la senatrice Bianca Laura Granato, che si occupa proprio di questioni interenti i beni culturali, e il deputato Alessandro Melicchio, che tra gli altri ha convinto il sociologo Domenico De Masi a far parte del team.

PURE L’EX MINISTRO. Ma le curiosità non finiscono qui. Contro ogni aspettativa vista la clamorosa inchiesta del Corriere della Sera sulla casa di servizio che ha mantenuto –a prezzi ben più bassi del mercato, come consentito a certe cariche – anche dopo la fine del mandato, ha deciso di candidarsi anche l’ex ministro Elisabetta Trenta (nella foto). Ad affiancarla la parlamentare Alessandra Ermellino, la consigliera regionale in Toscana Irene Galletti e il consigliere di Castelgandolfo Paolo Belli, più una squadra di cinque tecnici. Ovviamente – e non poteva essere altrimenti – la candidatura è sul fronte “Sicurezza e Difesa”. A giocarsela con la Trenta ci sarà il team messo su dal deputato Luca Frusone.

LA LUNGA LISTA. Ma siamo solo all’inizio. Da seguire sarà anche l’area dell’Economia: oltre al senatore Vincenzo Presutto c’è Raphael Raduzzi, giovanissimo onorevole che da giorni è in trincea contro la riforma del Mes, il meccanismo europeo “salva-Stati”. Tra i candidati c’è poi il deputato Michele Gubitosa, imprenditore campano attivo nell’informatica e nelle telecomunicazioni che ambisce al ruolo di facilitatore per le Imprese e che può contare sul sostegno tra gli altri dell’ex ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. Sfida a due anche per il Lavoro, dove si sono candidati Claudio Cominardi, sottosegretario proprio al ministero del Lavoro durante il Conte I, e la deputata Maria Pallini, l’avvocata che lo scorso anno propose di abolire il voto di laurea tra i requisiti dei concorsi pubblici.

Un ex sottosegretario c’è anche tra i contenenti per i Traporti. Parliamo di Andrea Cioffi, al Mise con Di Maio nello scorso esecutivo, a cui adesso si è aggiunta quella di Agostino Santillo, senatore al primo mandato ed eletto, proprio come Cioffi, in Campania. Interessante sfida anche alla Giustizia, con la palermitana Valentina D’Orso e Vittoria Baldino, e per la Sanità, dove si sfidano Valeria Ciarambino, consigliera in Campania e vicinissima a Di Maio, e l’onorevole Angela Ianaro. All’Innovazione due fedelissimi di Di Maio si contenderanno il “titolo”: Luca Carabetta e Michele Sodano. Al momento, invece, per altri settori restano “singole” candidature. Come nel caso dell’Ambiente, dove troviamo il membro dell’Ars siciliana Giampiero Trizzino. Ma resta ancora una settimana. La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa.