Fallito il boicottaggio a Napolitano

di Roberto Siragusa
Politica

di Roberto Siragusa

Il boicottaggio degli ascolti proposto dal Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord non ha funzionato. Al contrario, a prender per buoni i dati Auditel, sono aumentati gli italiani che hanno voluto ascolare il discorso di Capodanno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Il Presidente ha dimostrato di essere il punto di riferimenti degli italiani, che gli scrivono e che dimostrano di sapere che è lui ad avere in mano la situazione”, ha detto ai microfoni di Zapping 2.0 il presidente del Senato, Pietro Grasso. Ma in realtà molti hanno ascoltato il discorso di Grillo sul suo blog, mentre lo stesso boicottaggio ha avuto l’effetto contrario di aumentare la curisoità per le parole del Presidente. parole che il giorno prima si era anche fatto circolare potessero essere esplosive, con le sue possibili dimissioni.

Concetti triti e ritriti
Invece il discorso del Capo dello Stato si è rivelato all’altezza delle tradizione. Concetti triti e ritriti, con una punta paradossale nei continui richiami ai giovani fatti da un signore che di anni ne ha a volontà. Nel merito poi del discorso, Re Giorgio ha ammesso che l’anno appena concluso è stato “tra i più pesanti e inquieti che l’Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica”. All’auspicio che l’anno appena iniziato “sia diverso e migliore, per il Paese e specialmente per quanti hanno sofferto duramente le conseguenze della crisi”, Napolitano non ha aggiunto fatti concreti. E così si è andati avanti con una serie di richiami, tutti politicamente corretti, ma senza segnali di svolta rispetto a una politica che non ha contrastato la crisi. Politica della quale Napolitano non è silenzioso spettatore.

Il Pantheon dei problemi
Tra i richiami, oltre a Papa Francesco (“Ci richiama a responsabilità sorti del mondo”), un passaggio è stato dedicato ai detenuti costretti in carceri degradate. Qualche parola di saluto anche per i militari impegnati nelle missioni di pace e ai marò ancora in India sotto processo. Qualche secondo è toccato anche al “disastro della Terra dei Fuochi” e poi le 5 risposte, di una ovvietà disarmante, ad altrettante lettere inviate al Quirinale da cittadini “simbolo dei sacrifici degli italiani”. Solo dopo, Napolitano ha parlato anche della politica che “deve cambiare”; di un anno – il 2013 – che ha permesso all’Italia di scongiurare i peggiori pericoli e del suo stesso mandato, respingendo le accuse di chi osserva un potere che travalica la Costituzione da parte del Capo dello Stato. “E’ ridicola – ha aggiunto – la storia del mio strapotere personale”. “Resterò presidente – ha continuato – fino a quando la situazione del Paese e delle istituzioni me lo farà ritenere necessario e possibile, e fino a quando le forze me lo consentiranno. Fino ad allora e non un giorno di più; e dunque di certo solo per un tempo non lungo”. Questo perché “spero di poter vedere nel 2014 decisamente avviato un nuovo percorso di crescita, di lavoro e di giustizia per l’Italia e almeno iniziata un’incisiva riforma delle istituzioni repubblicane”.

Le lettere dei cittadini
Dunque la risposta alle lettere dei cittadini che hanno scritto al Quirinale. C’è Vincenzo che scrive da un piccolo centro industriale delle Marche che ha difficoltà a ritrovare un lavoro. E ancora Daniela, della provincia di Como che racconta il caso del suo fidanzato “giovane per la pensione, già vecchio per lavorare”. Sono alcune delle lettere che il capo dello Stato ha ricevuto da semplici cittadini e che legge nel suo discorso di fine anno. Un altro cittadino denuncia la condizione degli esodati: “Una forte denuncia della condizione degli ‘esodati’ mi è stata indirizzata da Marco, della provincia di Torino, che mi chiede di citare la gravità di tale questione, in quanto comune a tanti, nel messaggio, e lo faccio”. I sacrifici, poi, non possono essere solo quelli dei semplici cittadini. Un imprenditore scrive al presidente. “Facciamoli insieme questi sacrifici. Che comincino anche i politici”.

Boom di contatti per il contro-discorso di Grillo

di Carlo Grossi

Alla fine è stato uno show in tono minore. Con una richiesta precisa: tornare subito al voto. Ci sono stati attacchi, sberleffi e ironie in perfetto stile Grillo, ma nel suo contro-discorso il leader del Movimento 5 Stelle non è ricorso a urli e termini volgari. Non ce n’era bisogno per capire chi avvesse nel mirino. “Il signore che sta parlando a rete unificate ha permesso la creazione di un governo con un pluriprocessato (il riferimento è a Berlusconi). E la sinistra ha accettato. Anziché votare come presidente Stefano Rodotà, un loro uomo, hanno preferito le larghe intese. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Basta con i nominati
Ecco perché, ha spiegato Grillo, la risposta deve essere quella delle urne: “Si torni subito al voto col Mattarellum, anche la Cassazione ha bocciato l’attuale legge elettorale. Questo parlamento di nominati che hanno tratto beneficio dal Porcellum non ha l’autorità per definire una nuova legge elettorale. Si deve ripristinare la legge precedente, il Mattarellum, e andare alle elezioni. Il nuovo Parlamento discuterà la nuova legge. Non si può chiedere a dei ladri di fare una legge sui furti”. Ma Grillo ha ben chiaro anche quale sarà il prossimo e sicuro appuntamento elettorale. «Qualcosa di diverso l’Europa sarà se il M5s arriverà in Europa ma ci arriverà, ci arriverà». E poi il rilancio: “L’euro non è un tabù, gli italiani attraverso un referendum dovranno decidere se adottarlo o meno”. E ancora: “Le politiche economiche europee sono contro gli interessi nazionali, dettate dagli interessi tedeschi, le ricontratteremo e se necessario disdetteremo accordi firmati da altri governi che non hanno mai sentito la necessità di informare o consultare gli italiani come Monti cha ha firmato un taglio di 50 miliardi all’anno dal 2015 nel bilancio dello Stato per 15 o 20 anni”.

In tilt la rete web
Voglio solo farvi un augurio – ha concluso Grillo – “non ho detto parolacce e non ho gridato, forse non mi riconoscete per la strada mi dicono non gridi e non bestemmi. Da persona normale vi dico: “vinceremo e che la forza sia con voi e con Obi-Wan Kenobi”, ha chiuso il suo “contro-discorso” di fine anno. Un saluto che ha liberato le decine di migliaia di utenti interrnet che hanno mandato in tilt il blog.