Fase 2, Pregliasco: “Dai dati arrivano segnali positivi. Ma la ripartenza è più rischiosa senza App e il rafforzamento di test e tamponi”

dalla Redazione
Cronaca

Per il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, i dati epidemiologici, forniti questa sera dal Dipartimento della Protezione civile, “dimostrano che andiamo bene e ci fanno ben sperare per questa fase 2”. “Finalmente arrivano segnali positivi – ha aggiunto l’esperto -, nel complesso, anche dai numeri della Lombardia. Ricordiamoci però delle misure di distanziamento, perché è davvero facile rovinare il lavoro fatto”. In merito al calo dei decessi nelle ultime 24 ore, il più basso dall’inizio del lockdown, il virologo ha aggiunto che si tratta di un dato positivo “ma ci dobbiamo aspettare, visto che dovremmo avere a che fare con questo virus per molto tempo, nuovi infetti e quindi anche decessi”.

“Senza che siano ancora stati attivati la app per il tracciamento dei casi, i test sierologici ed un rafforzamento mirato dei tamponi – ha spiegato ancora l’esperto dell’Università di Milano -, diventano più rischiose le ulteriori riaperture di attività commerciali e sociali al via da oggi. La situazione è in evoluzione e l’organizzazione ha dei tempi, ma le azioni di tracciamento attraverso il sistema della app e l’effettuazione dei tamponi vanno velocizzati il più possibile. E’ anche importante che partano i test sierologici perché è fondamentale, ai fini delle decisioni da prendere localmente, poter sapere quale sia la reale diffusione del virus sul territorio. Ma va ribadito che questi test non sono patenti di immunità”.

“Ci vogliono più tamponi mirati – ha detto ancora Pregliasco – ed un’organizzazione sul territorio capace di intercettare e isolare i soggetti positivi, a partire dalle unità mediche per la gestione dei casi a domicilio Usca, che si stanno organizzando ma non sono ancora a sistema”. Ovviamente, avverte l’esperto, “con le più ampie riaperture si teme ora che ci possa essere una ripresa di focolai. Per questo è fondamentale il monitoraggio nelle regioni attraverso i 21 parametri indicati dal ministero della salute. Ma al contempo è anche cruciale essere pronti a mettere in campo la ‘linea di reazione’ all’eventuale incremento dei contagi proprio per arginare sul nascere i nuovi focolai, e tale ‘reazione’ e’ rappresentata appunto da tamponi e app”.