Fatture false, condannanti a un anno e nove mesi i genitori dell’ex premier Renzi e a due anni l’imprenditore Dagostino

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi, sono stati condannati a un anno e nove mesi di reclusione dal Tribunale di Firenze Fabio Gugliotta nell’ambito del processo per le due fatture false che li vedeva imputati insieme all’imprenditore Luigi Dagostino. Anche quest’ultimo, a sua volta, è stato condannato a due anni di reclusione. Il pm Christine von Borries nella sua requisitoria aveva chiesto per i coniugi Renzi una condanna a un anno e nove mesi, e a due anni e tre mesi per Dagostino.

Il dispositivo condanna gli imputati con la continuazione e a pena sospesa. Il giudice ha inoltre condannato gli imputati al pagamento delle spese processuali e all’interdizione da incarichi direttivi nelle società per 6 mesi, all’interdizione dal ricoprire incarichi pubblici per 1 anno e a far parte di commissione tributarie in perpetuo. Luigi Dagostino deve risarcire la parte civile – Tramor spa – di 190.000 euro e al pagamento delle spese processuali della stessa Tramor per 3.500 euro.

Secondo l’accusa c’è stato un comportamento doloso da parte dei genitori dell’ex premier che avrebbero emesso fatture false con l’intenzione di “evadere le imposte”. Tuttavia, ha sottolineato il pm von Borries, è possibile che l’emissione delle fatture false possa concorrere a una finalità extratributaria, nell’emissione di fatture false, “non si richiede che il fine di evasione delle imposte sia fine esclusivo”, ma ci possono esser altri fini anche il procurarsi denaro per altri scopi.

A Dagostino, che ha ammesso di aver pagato le fatture, è stata anche contestata la truffa per aver sollecitato, quando ormai non era più amministratore, la Tramor spa a pagare una fattura da 140.000 euro alla Eventi 6. Per il pm le due fatture pagate da società di Luigi Dagostino – 20.000 euro alla Party, 140.000 euro alla Eventi 6 – erano false dato che non sono state trovate né lettere di incarico né elaborati durante le perquisizioni e anche i testimoni non hanno riferito di conoscere questi documenti.

“Sono consapevole che si tratta solo di un primo momento, non perdo assolutamente fiducia nella giustizia e aspetto con i miei difensori il processo di appello” ha commentato Tiziano Renzi apprendendo della condanna dal suo legale, l’avvocato Federico Bagattini.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La scelta responsabile di un leader

Bisogna aver bisticciato da piccoli con la matematica e la logica politica per sostenere che Giuseppe Conte abbia rinunciato a candidarsi alla Camera a Roma (leggi l’articolo) per paura di essere battuto da Calenda e Renzi. I due, che insieme non arrivano al 4% nazionale,

Continua »
TV E MEDIA