Finlandia nella Nato: esiste il rischio di una nuova Ucraina per la Russia?

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Non solo l’Ucraina ma anche la Finlandia. Il Paese guidato dalla leader Sanna Marin ha chiesto di entrare a far parte della NATO, generando una dura reazione da parte della Russia che ha intimato alla Nazione di rinunciare ai suoi progetti minacciando l’attacco.

Finlandia nella NATO: Helsinki rinuncia alla neutralità e manda armi a Kiev

Nel corso della Guerra Fredda, la Finlandia decise di adottare una politica neutrale rispetto ai due blocchi in cui si era improvvisamente spaccato il mondo: l’Occidente e l’Unione Sovietica. In questo modo, Helsinki aveva dimostrato di essere capace di tenersi in equilibrio anche in complessi rapporti bilaterali.

Con lo scoppio della guerra in Ucraina a seguito dell’invasione russa, tuttavia, la Finlandia ha deciso di abbandonare il suo status neutrale e di schierarsi contro Mosca. In questo contesto, la premier Sanna Marin ha recentemente annunciato la decisione storica, condivisa da altri Paesi europei, di inviare armi a Kiev per aiutare la Nazione a contrastare l’attacco e l’avanzata russa.

Inoltre, proprio come l’Ucraina, Helsinki ha chiesto di entrare a far parte della NATO, seguita a stretto giro anche dalla Svezia. Simili intenzioni da parte dei due Stati hanno fatto infuriare il Cremlino che ha immediatamente minacciato di espandere la sua azione militare nel caso in cui la richiesta di adesione alla NATO non venga ritirata.

Esiste il rischio di una nuova Ucraina per la Russia? Le minacce del Cremlino

Dopo aver appreso della richiesta di adesione alla NATO da parte di Finlandia e Svezia, sulla questione è intervenuto il portavoce del ministro degli Esteri russo Maria Zakharova che ha dichiarato: “L’adesione della Finlandia e della Svezia alla NATO avrebbe gravi conseguenze politico militari che richiederebbero passi reciproci della Russia”.

L’obiettivo di Mosca, al pari di quanto già asserito nel caso di Kiev, consiste nell’impedire ai Paesi della NATO e soprattutto agli Stati Uniti d’America di impiantare nuove e pericolose basi militari nei Paesi che confinano con la Russia.

A ogni modo, nonostante le minacce del Cremlino, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, la popolazione finlandese ha rapidamente modificato il proprio orientamento rispetto all’ipotesi di un ingresso nella NATO. In pochi mesi, infatti, si è passati dal 30 al 53% di cittadini favorevoli mentre i cittadini contrari si sono ridotti dal 43 al 28%.

Onu, ambasciatrice USA: “Putin continua l’escalation con allerta delle armi nucleari, Finlandia e Svezia nel mirino”

La minaccia che incombe su Helsinki e Stoccolma è stata commentata dall’ambasciatrice degli Stati Uniti d’America all’Onu, Linda Thomas-Greenfield. La diplomatica, nel corso del suo intervento al Palazzo di Vetro pronunciato prima dell’approvazione della risoluzione contro la Russia per l’invasione ai danni dell’Ucraina, ha dichiarato: “Putin continua l’escalation con allerta delle armi nucleari e le minacce a Finlandia e Svezia. Inoltre, la Russia sta muovendo armamenti eccezionalmente letali in Ucraina, comprese bombe a grappolo e termobariche. Sta colpendo deliberatamente obiettivi civili”.

L’ambasciatrice americana all’Onu, come riportato dalla CNN, poi, ha aggiunto: “Abbiamo visto video di forze russe che spostano armi eccezionalmente letali in Ucraina. Ciò include munizioni a grappolo e bombe a vuoto, che sono vietate dalla Convenzione di Ginevra. Abbiamo visto il convoglio letale lungo 40 miglia caricando verso Kiev. Il presidente Putin continua con la sua escalation, mettendo in allerta le forze nucleari russe, minacciando di invadere Finlandia e Svezia. Ad ogni passo, la Russia ha tradito le Nazioni Unite. Le sue azioni vanno contro tutto ciò che questo organismo rappresenta”.

L’intervento dell’ambasciatrice Thomas-Greenfield, infine, si conclude con le seguenti denunce: “La verità è che questa guerra è stata la scelta di un uomo e di un uomo solo: il presidente Putin. È stata una sua scelta costringere centinaia di migliaia di persone a riporre la propria vita negli zaini e a fuggire dal Paese. Mandare i neonati in rifugi antiaerei improvvisati. Far rinchiudere i bambini malati di cancro negli scantinati degli ospedali, interrompere le loro cure, essenzialmente condannandoli a morte. Quelle erano le scelte del presidente Putin. Ora è il momento di fare le nostre”.