Flotilla, attivisti malmenati e umiliati. Il ministro Tajani: “Superata una linea rossa. L’Ue sanzioni Ben-Gvir”

Flotilla, attivisti malmenati e umiliati. Il ministro Tajani: “Superata una linea rossa. L’Ue sanzioni Ben-Gvir”

Flotilla, attivisti malmenati e umiliati. Il ministro Tajani: “Superata una linea rossa. L’Ue sanzioni Ben-Gvir”

Prima gli abbordaggi delle navi della Global Sumud Flotilla da parte della Marina israeliana, poi le immagini raccapriccianti degli attivisti fermati e ammanettati, mentre il ministro di estrema destra Itamar Ben-Gvir, compiaciuto, li osserva divertito. Scene shock che hanno scatenato l’indignazione della quasi totalità della comunità internazionale, ad eccezione degli Stati Uniti di Donald Trump, che non hanno speso neanche una parola e continuano a restare in silenzio.

Questa volta la sensazione è che le forze armate guidate da Benjamin Netanyahu abbiano superato una linea rossa. Ne sono consapevoli le stesse autorità israeliane, che a tempo di record hanno trasferito gli attivisti al porto di Ashdod e poi al carcere di Ketziot, dove si terranno le udienze per l’emissione dei provvedimenti di espulsione a carico di centinaia di persone, accusate di aver tentato di forzare il blocco navale che affama la Striscia di Gaza. Che a Tel Aviv la gravità della situazione sia ormai chiara lo dimostra anche la rapidità con cui, secondo indiscrezioni, nel giro di pochi giorni verranno rimpatriati tutti i fermati, “a condizione che non abbiano legami con Hamas”.

Il racconto shock dei soprusi ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla

Rimpatri che in realtà sono già iniziati, con la Farnesina che ha reso noto che i partecipanti alla Flotilla saranno imbarcati su voli charter della Turkish Airlines. Tra i primi a rientrare in Italia, il deputato del M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, che appena atterrati hanno fornito testimonianze agghiaccianti. “Siamo stati sequestrati in acque internazionali, a 200 miglia nautiche da Gaza, mentre ci dirigevamo verso Port Said per una tempesta in arrivo”, ha raccontato Carotenuto ai microfoni di RaiNews 24. “Mi trovavo su una nave turca: sono stato sequestrato, bendato, costretto in una posizione orribile, poi trasferito su una nave-prigione. Mi hanno malmenato, spogliato e bagnato. Ci hanno tolto le scarpe per farci passare la notte al freddo”.

Altrettanto duro il racconto di Mantovani, che ha dichiarato di essere “stato portato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv con manette e catene alle caviglie”. “Durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e tolto i pantaloni, dove avevo il portafoglio con i documenti, che non mi sono stati restituiti”, ha aggiunto, sostenendo inoltre che la marina israeliana “ha sparato due volte contro la barca con proiettili di cui non conosco la natura, prima di salire a bordo”.

Tajani: “Da Israele superata una linea rossa”

Di fronte a questi fatti, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervista al quotidiano Avvenire, ha espresso indignazione per le condizioni di detenzione degli attivisti e per le provocazioni del ministro Ben-Gvir. Il titolare della Farnesina ha dichiarato che per l’Italia “è stata superata una linea rossa”, aggiungendo: “Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri e persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza”.

Tajani, come già fatto da numerosi ministri dell’Unione Europea, ha inoltre rivelato che “a nome del Governo italiano ho formalmente chiesto all’Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima riunione dei ministri degli Esteri UE l’adozione di sanzioni contro il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir, per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla: il prelievo degli attivisti in acque internazionali e le vessazioni e umiliazioni subite, in violazione dei più elementari diritti umani”. Un punto su cui Kallas avrebbe già espresso apertura, confermando che la questione sarà discussa a breve.

Ma per i capigruppo M5S delle commissioni Esteri e Difesa, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti, la posizione di Tajani resta troppo morbida. “Trentadue cittadini italiani, tra cui un parlamentare, picchiati e sottoposti a maltrattamenti fisici e psicologici da parte delle forze di sicurezza di un Paese presunto amico e alleato, ignorando esplicite richieste ufficiali di tutela,è qualcosa che supera ogni limite di tolleranza per qualsiasi governo che abbia un minimo di dignità. Qui non si tratta più di inoltrare proteste formali, pretendere scuse o convocare ambasciatori”. E aggiungono: “L’Italia, dopo aver riportato a casa tutti gli attivisti, deve rompere ogni rapporto diplomatico, commerciale e militare con lo Stato di Israele, applicando sanzioni, embargo totale e chiudendo ogni trattato di cooperazione. Ora basta: non possiamo tollerare oltre”.