Fondo salva stati, resa dei conti dopo il nuovo assetto 5S. Per Conte il Mes è uno stigma. Ma rinvia la decisione finale ad un confronto nella maggioranza

di Antonio Acerbis
Politica

“Il Mes non è la panacea di tutti i problemi della recessione. Ci sono comunque le sedi opportune perché la maggioranza discuta della politica economica del Governo. è opportuno che ci sia questo confronto nella maggioranza per definire un patto di qui alla fine della legislatura. M5S ha già fissato gli Stati generali tra qualche giorno. è opportuno offrire al M5S la possibilità di definire questo passaggio. A meno che M5S non voglia anticipare”. Parole chiare quelle pronunciate ieri nel corso della conferenza stampa del premier, Giuseppe Conte, dopo il varo della manovra 2021. Su quel Mes che il presidente del Consiglio ha definito nei giorni scorsi uno stigma, ma sul quale, tuttavia, non chiude ad un confronto nella maggioranza. Mentre è la curva dei contagi a preoccupare di più.

“Ma vogliamo evitare lockdown generalizzati. Eventuali lockdown saranno circoscritti”, ha ribadito il premier. Smussati gli angoli della polemica con i sindaci: “Saranno loro a dire alle forze di polizia le vie dove ci sono gli assembramenti”. Conte e Gualtieri confermano i punti principali della manovra 2021 da 39 miliardi, di cui 15 provenienti da Next Generation Eu. Sulle trattative in seno alla Ue il premier è “fiducioso”. Ballano “pochi miliardi su 1.800 complessivi. Chiederemo un anticipo per il 2021”. La cassa integrazione rimarrà fino alla fine dell’anno (sarà presto varato un decreto legge) e saranno stanziati per la cig altri 5 miliardi nel 2021. I licenziamenti rimarranno bloccati per tutto il 2020. Le imprese che usufruiranno della cig non potranno comunque licenziare.

Domani il Governo incontrerà i sindacati nell’intento di trovare “soluzioni condivise”. Sulla riforma fiscale il Governo stanzia 8 miliardi per il 2021. Ci sarà un ddl delega. Confermato l’assegno unico per i figli, a partire da luglio 2021. L’assegno viene esteso anche agli autonomi e agli incapienti. Viene inoltre prolungata la durata del congedo di paternità. Si tenterà di riformare anche le aliquote Irpef, forse con il sistema di aliquota progressiva alla tedesca senza scaglioni. Con circa 1,8 miliardi di euro aggiuntivi nel 2021, per uno stanziamento annuale complessivo di 7 miliardi, viene portato a regime il taglio del cuneo fiscale per i redditi sopra i 28mila euro. Conte assicura che “non ci saranno aumenti di tasse”.

Le cartelle esattoriali sono sospese fino a fine anno. Da dicembre partiranno gli incentivi (cashback al 10%) per i pagamenti con le carte elettroniche. Viene portata a regime la fiscalità di vantaggio per il Sud con uno stanziamento di 13,4 miliardi nel triennio 2021-2023 e prorogato per il 2021 il credito di imposta per gli investimenti nelle Regioni del Meridione. Sulla scuola verranno assunti a regime 25mila insegnanti di sostegno, in seguito allo stanziamento di 1,2 miliardi. Ci saranno soldi anche per l’edilizia scolastica. Vengono stanziati circa 4 miliardi di euro per la sanità.

Le diverse misure riguardano in particolare il sostegno del personale medico e infermieristico, fra queste la conferma anche per l’anno 2021 di 30mila fra medici e infermieri assunti a tempo determinato per il periodo emergenziale e il sostegno delle indennità contrattuali per queste categorie, e l’introduzione di un fondo per l’acquisto di vaccini e per altre esigenze correlate all’emergenza Covid. Viene inoltre aumentata di un miliardo di euro la dotazione del Fondo Sanitario Nazionale.