Forse qualcuno in Europa, mentre noi affrontavamo l’epidemia, ha nascosto il virus sotto il tappeto

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L’autocitazione non è mai il massimo. Ma in questo clima da caccia all’untore e di delirio generale, scatenato da un’influenza cinese che ha fatto finora meno danni di quella stagionale, una piccola eccezione alla regola ci pare d’obbligo. Mercoledì scorso, mentre sulle prime pagine di diversi quotidiani dilagava ancora l’allarmismo sull’emergenza Coronavirus – con titoli tipo: “Il virus è Conte”; “Italia? No grazie”; “Conte, che figuraccia. Ha sottovalutato il morbo e se la prende con gli amministratori che gli hanno risolto i guai” – sulla Notizia ci permettavamo di dubitare che l’infezione fosse un problema solo italiano.

Così sebbene il temuto morbo del terzo millennio affollasse incessantemente ormai da giorni, dalla mattina alla sera, le scalette di ogni trasmissione tv, condite da roventi polemiche tra virologi ed esperti e previsioni catastrofiche con ricadute pure nei palazzi della politica con ardite ipotesi di esecutivi di unità nazionale e governissimi vari, il 26 febbraio i nostri lettori hanno potuto leggere un altro titolo: “Soltanto chi cerca trova, il Governo risponde ai dubbi dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’Italia. La Francia ha eseguito solo 300 tamponi contro i nostri ottomila, ecco perché qui si scovano più casi che nel resto dell’Ue” (leggi l’articolo).

Il giorno seguente, giovedì 27 febbraio, mentre la task force dell’Oms in missione in Italia promuoveva la gestione dell’emergenza Coronavirus (“Apprezziamo tantissimo il lavoro che sta facendo il governo italiano…”), La Notizia si è spinta un po’ più in là. Permettendoci di dare pure un suggerimento alla prestigiosa Organizzazione internazionale: “Ora vigili sul resto d’Europa” (leggi l’articolo). Appena ventiquattr’ore dopo (ieri) abbiamo scoperto che l’Italia non era il lazzaretto d’Europa. E che, anzi, in quella stessa Europa, per giorni rimasta miracolosamente immune al temuto morbo, eravamo in buona compagnia. Di colpo, i casi di contagio accertati in Francia, Spagna e Germania sono raddoppiati (leggi l’articolo). Che qualcuno, mentre noi affrontavamo la diffusione del virus, abbia nascosto la polvere sotto al tappeto?