Soltanto chi cerca trova. Il Governo risponde ai dubbi dell’Oms. La Francia ha eseguito solo 300 tamponi contro i nostri 8mila. Ecco perché qui si scovano più contagi da Coronavirus che nel resto dell’Ue

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La risposta ufficiale arriverà soltanto oggi. E sarà una risposta per le rime quella che Giuseppe Conte non perde occasione di anticipare nel tenore e nei contenuti: “Abbiamo fatto una scelta in termini di politica sanitaria coerente e lineare, la fiducia dei cittadini è il sale della nostra azione politica. I dati che diamo sono coerenti e trasparenti”. Un assaggio dei chiarimenti che oggi il premier snocciolerà, sostanziandoli con numeri e fatti, alla task force dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in Italia per seguire da vicino la gestione dell’emergenza Coronavirus. “Diremo agli omologhi europei e all’Oms che l’Italia sta rivelando a tutto il mondo questi dati, ma questo non deve portare a nessun fraintendimento – assicura Conte -. Il nostro sistema sanitario è eccellente e le misure di cautela sono di massimo rigore”. Un combinato disposto che, già nei prossimi giorni, prosegue il capo del Governo, avrà “un effetto contenitivo della diffusione del virus”.

NUMERI CERTI. Insomma, una risposta che sottende un dubbio e, insieme, una domanda insieme. Ma se l’Italia sta facendo di tutto per individuare i casi di contagio sul proprio territorio, nel resto d’Europa, che sembra sorprendentemente immune al virus, almeno stando ai numeri dei casi riscontrati negli altri Paesi Ue, stanno facendo altrettanto? Magari il solerte Hans Kluge, direttore dell’Oms in Europa, che domenica, in un’intervista a Repubblica, si è detto allarmato per la situazione dell’Italia, quasi fosse il lazzaretto del continente, potrà rispondere anche a questo interrogativo. Più che legittimo, anche dal punto di vista statistico, se si pensa che Francia e Germania, ad esempio, che ospitano comunità cinesi ben più numerose di quella italiana, hanno registrato numeri di casi irrisori. O perché non ci sono (improbabile?) o perché non li cercano come dovrebbero (plausibile?).

“La Francia, per esempio, ha fatto 300 tamponi e noi 4mila (in realtà siamo a 8mila, ndr)”, spiega, d’altra parte, Walter Ricciardi consigliere del Governo per le relazioni con l’Oms della quale è anche componente. Certamente un valido argomento di discussione, stamattina, all’incontro previsto al ministero della Salute, dove il titolare del dicastero, Roberto Speranza, riceverà il commissario Ue, Stella Kyriakides, il direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Andrea Ammon, e lo stesso Kluge, per illustrare i protocolli adottati e le iniziative intraprese dal Governo italiano per il contenimento del virus. “Le misure che sono state prese vanno nella direzione giusta – spiega ancora Ricciardi -, è importante che il Paese si muova unito per fronteggiare questi due focolai epidemici”.

Sebbene finora, tra la linea del Governo centrale e quella seguita dalle Regioni qualche asimmetria si sia verificata. “In Italia, dopo i primi casi di Roma gestiti in maniera antologica, c’è stata una frammentazione regionale che ha determinato regioni che facevano tamponi ad asintomatici, altri ai contatti – spiega -. Ma in questo modo si è persa l’evidenza scientifica”. Insomma, “qualche cosa si è perso nel fatto che la Costituzione attribuisce allo Stato solo programmazione, determinazione Lea e del finanziamento, ma tutti i meccanismi di organizzazione e gestione vengono affidati alle Regioni, contrariamente ad altri paesi che hanno un’unica linea di comando e meno casi rispetto a noi”.