Ieri solo 246mila vaccinati. E Figliuolo aveva promesso 500mila dosi da domani. Ma nell’ultima settimana la media è stata di 339mila

Francesco Paolo Figliuolo
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Meno di ventiquattr’ore alla resa dei conti. Sì, perché domani scatta di d-day. Il giorno di scadenza per centrare l’obiettivo dichiarato – ma più volte rimandato – dal commissario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo: tagliare il traguardo delle 500mila vaccinazioni in un giorno (qui il report).

Ieri solo 246mila vaccinati. E Figliuolo aveva promesso 500mila dosi da domani

Missione che per il generalissimo, ingaggiato proprio con l’obiettivo di trasformare la campagna vaccinale una vera e propria macchina da guerra in grado di condurre il Paese all’agognata meta dell’immunità di gregge, si è rivelata finora impossibile. Anche perché il robusto ottimismo della volontà del commissariato all’emergenza si scontra con il pessimismo della realtà delle dosi centellinate, che costringono diverse Regioni a rallentare. A poco è servito il petto in fuori del generalissimo con i ritardi ed i tagli annunciati dalle case farmaceutiche.

AstraZeneca, come sempre, arriva in ritardo e con tagli annunciati all’ ultimo minuto, ma anche Johnson & Johnson non decolla e fa arrivare nei depositi meno dosi del previsto. Nonostante questo, l’obiettivo dei 500mila vaccinati al giorno è slittato ma resta confermato e, anzi, c’ è una data e un numero preciso: se tutto andrà come previsto, oggi si dovrebbero superare  abbondantemente le 400mila dosi al giorno, mentre domani, giovedì 29 aprile, il numero di vaccini inoculati dovrebbe arrivare a 504.484. È ottimista anche il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Sono fiducioso. I nostri numeri sono allineati ai maggiori Paesi dell’Ue. Ora siamo nelle condizioni di accelerare. L’obiettivo dei 500mila vaccini al giorno è alla nostra portata”.

Nonostante tutto l’ottimismo l’ambizioso obiettivo di Figliuolo non sarà facile da raggiungere. Almeno a guardare la serie degli ultimi dati giornalieri sulle vaccinazioni. Nell’ultima settimana, infatti, abbiamo viaggiato ad una media che si attesta attorno ai 339.623 vaccini giornalieri. Con picchi di circa 390 mila somministrazioni il 22 e 23 aprile (rispettivamente 391.335 e 395.032), ma anche con giornate nere come quella di ieri, con appena 245.851 dosi iniettate.

Giocata d’azzardo del generale

Davvero ben lontani dai 500mila al giorno previsti. Certo è che ad incidere sono soprattutto le forniture. Entro il 5 maggio, ha fatto sapere Figliuolo nei giorni scorsi, sono attese in Italia ben cinque milioni di dosi. La struttura per l’emergenza non specifica con esattezza i quantitativi e la provenienza, per evitare di dover poi rettificare in corsa a causa dei cambi di programma, imposti spesso soprattutto da AstraZeneca. Per inciso: copione già visto. Saranno distribuite oggi 2,2 milioni di dosi Pfizer, un buon quantitativo, superiore a quanto preventivato. Per vedere AstraZeneca, salvo ulteriori cambi di programma, occorrerà aspettare il 3 maggio. E di dosi ne arriveranno 1,8 milioni.

Molto meno, e meno del previsto, i vaccini di Johnson & Johnson che saranno appena 150 mila. Secondo i contratti in essere (leggi l’articolo), dovrebbero arrivare da aprile a giugno 10 milioni di dosi di AstraZeneca, una ventina di milioni di Pfizer, 7,3 di Johnson & Johnson, 7,3 del nuovo Curevac e 4,6 di Moderna. Non poco, se tutto andrà come deve, con più di un’incognita, però, sui tempi. Per AstraZeneca, per esempio, avendo un richiamo lungo a 12 settimane, cominceranno a maggio le inoculazioni delle seconde dosi per chi ha già avuto la prima. La Lombardia, non avendo richiami  a sufficienza, ha sospeso le prime dosi di AstraZeneca. E del resto sono diversi gli elementi che rallentano la corsa del vaccino anglo-svedese.

Nell’ultima settimana la media è stata di 339mila

A parte i quantitativi a scartamento ridotto, resta ancora la raccomandazione a usarlo per gli over 60. E c’è un dato che, oltre ai timori per i rarissimi casi di effetti collaterali, potrebbe far decrescere la richiesta: se per andare in vacanza in alcuni luoghi fosse richiesta la vaccinazione completa, essendo previsto un intervallo di 12 settimane, chi ottenesse la prima dose ai primi di maggio avrebbe la seconda solo ad agosto e prima non potrebbe partire. J&J ha lo stesso problema del tetto per gli under 60, ma ha un grande vantaggio: è monodose.

Il Lazio attende che aumenti la fornitura, perché a questo vaccino ha riservato il canale delle farmacie. Ma sono mille e, anche ipotizzando un numero minimo di venti vaccinazioni al giorno, ne servirebbero 20 mila al giorno. E alla Regione ne stanno per arrivare solo 15 mila, meno della prima fornitura. Ancora nessuna notizia, invece, di Curevac, nuovo vaccino a Rna messaggero, di cui è prevista una fornitura superiore a quella di Moderna.

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