Francia, il blitz non cancella l’incubo. La strategia del terrore contro l’Occidente è cambiata. Ora trema tutta l’Europa

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La Francia non metterà a lungo la parola fine ai suoi incubi. La morte dei terroristi che hanno colpito al cuore il Paese è solo l’epilogo di una battaglia. Ma Parigi è ormai irrimediabilmente sprofondata in una guerra non dichiarata di cui molti fino a tre giorni fa sconoscevano l’atrocità e soprattutto la vicinanza alla porta di casa. Il terrore è ormai stabilmente in Europa. E le avvisaglie, tragicamente sottovalutate, adesso prendono un peso ben differente. Prima dell’attacco al settimanale Charlie Hebdo però le cose erano diverse. E l’avvertimento su un’azione terroristica fornito dai servizi segreti algerini il giorno dell’Epifania – come raccontato dalla tv francese iTele – oggi non cadrebbe nello stesso vuoto. Prima o poi, d’altronde, la strategia contro l’Occidente doveva fare un salto di qualità. Il Califato, l’Isis e al-Qaeda non potevano limitarsi per sempre a mettere in rete i video di europei e americani con la testa mozzata.

BERSAGLIO FACILE
L’11 settembre ci riuscirono a esportare l’orrore, con la strage alle torri gemelle. Ma la reazione americana fu durissima, con controlli antiterrorismo che non hanno permesso nessun’altra iniziativa. L’Europa restava il bersaglio più facile, ma anche qui – dopo gli attentati a Madrid e Londra – far arrivare da fuori i commandi non era più molto facile. Parte da adesso quindi il nuovo passo, con l’attivazione di cellule già presenti sugli obiettivi da colpire. Di questo perlomeno sarebbero convinte le fonti dell’intelligence yemenita, secondo cui uno dei due fratelli autori della strage di mercoledì a Parigi aveva incontrato proprio in Yemen l’imam radicale Anwar al Awlaki, figura di spicco di Aqap nella penisola arabica, ucciso nel settembre 2011 da un drone Usa. Aqap è il nome della pericolosissima organizzazione che sotto il cappello di al-Qaeda riunisce fondamentalisti yemeniti e sauditi: una temibile filiale della più nota organizzazione terroristica.

RELAZIONI PERICOLOSE
Said Kouachi, il fratello maggiore dei due terroristi uccisi ieri dalle forze speciali francesi si recò per alcuni mesi in Yemen nel 2011 con la motivazione degli studi religiosi. E si sospetta che proprio in quella occasione l’uomo abbia ricevuto un da al-Qaeda un addestramento di tipo militare. Awlaki, di origine yemenita ma nato negli Usa, in New Mexico, era capace di lanciare in un inglese impeccabile appelli alla jihad sul web. Fu anche l’ideatore di Inspire, il magazine di al-Qaeda pubblicato in lingua inglese che proprio la scorsa primavera è uscito con una grafica caratterizzata dalla scritta wanted dead or alive e, sotto, il nome e la foto di Stephane Charbonnier, direttore di Charlie. Insomma, di fratelli Kouachi potrebbero essercene tanti altri. E purtroppo non solo in Francia.

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di Gaetano Pedullà

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