Nessuna novità di rilievo. Per ora. È l’esito – fino a questo momento – degli accertamenti che l’Interpol sta svolgendo anche in Uruguay e in Spagna, all’interno dell’istruttoria supplementare sul caso della grazia “umanitaria” concessa dal presidente Sergio Mattarella a Nicole Minetti.
Secondo fonti della procura, dalle indagini non sembrerebbero emergere elementi in grado di far ribaltare il parere positivo espresso in un primo tempo dalla Procura generale di Milano. Tuttavia, fanno sapere gli inquirenti, le verifiche sono tutt’ora in corso e i magistrati milanesi attendono ancora alcuni approfondimenti, previsti per i prossimi giorni.
Ecco su cosa indaga l’Interpol
Le verifiche all’estero, per cui è stata delegata l’Interpol, riguardano la regolarità della procedura di adozione da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, del bimbo, malato e curato a Boston, negli Stati Uniti. Punto fondamentale, inoltre, è accertare che l’ex igienista dentale e consigliera regionale Pdl abbia davvero preso le distanze dalla vita precedente, con una “seria volontà di riscatto sociale”.
Quando in Procura generale, diretta da Francesca Nanni, si avrà un quadro preciso, si saprà se il parere, che dovrà essere inviato al ministero della Giustizia con destinazione finale il Colle, sarà una conferma di quello già dato in precedenza o una modifica.
Di sicuro, fanno comunque notare dalla procura milanese, se fosse già emerso un fattore in grado di ribaltare il parere positivo, la Procura generale, lo avrebbe immediatamente trasmesso al ministero. Allo stato, dalle prime risposte avute, questo non è avvenuto.
Nei giorni scorsi si era saputo che da una prima informativa dell’Interpol non era emerso alcun precedente penale, né denunce, né indagini in corso per favoreggiamento della prostituzione in Uruguay e in Spagna a carico di Minetti e del suo compagno Cipriani.