Nonostante le nuove inchieste (penali) della procura di Roma e quelle (giornalistiche) di Report (l’ultima domenica scorsa), i tre membri superstiti del Consiglio del Garante della Privacy non hanno alcuna intenzione di dimettersi. Lo ha confermato ieri in una nota Pasquale Stanzione, il presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali.
“Mantenuta alta la soglia di autonomia”
“In tutti questi anni l’autorità ha mantenuto alta la soglia della sua autonomia da interferenze o tentativi di condizionamento da qualsivoglia fonte essi provenissero”, si legge nella nota dell’Autorità, “Nell’attesa dei risultati dell’indagine dell’autorità giudiziaria, verso la quale ribadisco la mia totale fiducia, con immutata serenità e indipendenza, il Garante continuerà a svolgere la sua funzione al servizio del Paese”.
Perché, ha aggiunto Stanzione, “come presidente dell’autorità, insieme con i componenti del collegio e nel solco di una gloriosa tradizione, ho contribuito e contribuisco a svolgere tale funzione con onore e disciplina”.
Ranucci: “Difficile rinunciare a mezzo milione l’anno di stipendio”
Immediata la risposta del giornalista Sigfrido Ranucci: “A me sembra che fino adesso, per quello che abbiamo documentato, la funzione l’hanno svolta per gli amici e per gli amici degli amici e per i partiti di riferimento. Ci sono dei conflitti di interessi enormi che hanno contornato l’operato di Stanzione”. “Ma perché con noi non parla Stanzione, parla con gli altri ma non con Report? Bisognerebbe chiedergli che cosa teme”, ha aggiunto il giornalista.
Per il giornalista il Garante è da azzerare
“Credo che il Garante vada azzerato, l’ho sempre detto. Da quello che abbiamo visto ci sono dei comportamenti anomali, abbiamo anche notato come siano state distribuite le poltrone internamente, su questo c’è l’inchiesta della magistratura, oltretutto loro devono erogare delle sanzioni con società in cui sono in conflitto di interesse, perché sono oggetto dell’indagine della magistratura. Indagini per le quali loro sono al momento indagati per corruzione”, ha sottolineato il conduttore di Report.
“Io mi metto anche nei panni loro, insomma è difficile rinunciare a mezzo milione di euro l’anno. Poi dovrebbero cercare un altro lavoro e, evidentemente, se continuano a stare lì e nessuno gli dice niente, ci sarà qualcuno che li garantisce. Il Garante è garantito“, conclude Ranucci.