La Germania trema, ma non è un attentato del Califfato. Esplode un’auto a Berlino: morto il conducente. Nel mirino la criminalità organizzata

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In un primo momento si è pensato subito ad un attacco terroristico. Ma i jihadisti non c’entrano. L’auto esplosa ieri in centro a Berlino può essere stato un segno di un conflitto all’interno della criminalità organizzata. Ad avanzarne l’ipotesi è stata la polizia tedesca. Una tesi condivisa anche dal sindaco, che ha escluso la matrice terroristica. “Allo stato delle conoscenze – ha detto il primo cittadino della capitale tedesca Michael Mueller – non si tratta di un attentato di natura terroristica o politica, ma di un attentato a una persona e a un’automobile”.

LA DINAMICA
La bomba, infatti, era stata piazzata proprio sotto l’auto. Alla guida c’era Mesut T., un 43enne berlinese di origine turca coinvolto in passato in delitti legati a traffico di cocaina, gioco d’azzardo e spaccio di banconote false. L’ultimo reato risale al 2008. Secondo la procura viveva nella stessa strada dove è avvenuta l’esplosione. La polizia prosegue le indagini, concentrandosi sull’ambiente frequentato dalla vittima, anche se un suo portavoce ha riferito “di non poter ancora dire se l’uomo fosse l’obiettivo dell’attentato”. Non si esclude infatti l’ipotesi che nel mirino potesse esserci un’altra persona.

LA PAURA
L’obiettivo dell’esplosione erano chiaramente gli occupanti del veicolo. Non è chiaro, però, se fosse proprio il guidatore o no. Di fatto, l’esplosione è avvenuta quando il veicolo era in movimento. A questo proposito, le ipotesi sono due: la prima è che la detonazione sia avvenuta “a tempo”, cioè la bomba era dotata di timer che ha innescato l’esplosivo a un’ora esatta: le 08:00 appunto. La seconda, invece, è che fosse comandata a distanza. A questo proposito, si sta lavorando sulle immagini delle telecamere nella zona per valutare sia quale sia stato il tragitto del mezzo sia se ci fossero persone sospette nelle vicinanze.

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