Giancarlo Giorgetti pensa alla dimissioni per fuggire dai suoi fallimenti. Ma quando Salvini spara su Speranza non ha nulla da dire

Giancarlo Giorgetti pensa pensa alle dimissioni dal Mis. Mollando le crisi aziendali aperte. Lamenta gli attacchi di Orlando e Patuanelli.

Un tentativo di fuga nel pieno della bufera. La crisi economica, nonostante la professione di ottimismo, si fa sentire e il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, fa trapelare l’ipotesi di rassegnare le dimissioni. Salvo abbozzare un ravvedimento. Il motivo della minaccia? Non si sente tutelato e valorizzato, né dalla Lega né dai colleghi di governo.

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I fallimenti di Giancarlo Giorgetti

Giancarlo Giorgetti pensa alle dimissioni per fuggire ai suoi tanti fallimenti da Embraco  a Fimer, passando per Caterpillar.

La questione Embraco

Sembra quasi una ripicca, proprio mentre sta per essere scritta la parola fine, nella maniera peggiore, sulla vertenza della ex Embraco di Chieri, azienda produttrice di elettrodomestici: dopo un lungo tira e molla sono scaduti gli ammortizzatori sociali e sono pronte 377 lettere di licenziamento. I lavoratori sono ufficialmente disoccupati.

L’unica risposta arrivata dal Mise, nell’ultimo incontro, è quella di “rafforzare il piano di ricollocazione che, al momento, appare l’unica soluzione”, come riferito dal coordinatore della struttura per le crisi di impresa del ministero, Luca Annibaletti.

La questione della ex Embraco è solo la punta dell’iceberg delle crisi aziendali, di cui attualmente è stato investito il Mise. A dicembre, proprio Giorgetti, rispondendo a un question time alla Camera, ha riferito che ci sono 69 vertenze tuttora aperte al Mise. E solo nel corso del secondo semestre 2021, “si sono svolti 38 incontri relativi a 25 imprese”.

Il destino di Caterpillar

Per capire la gravità della situazione, con l’inizio del nuovo anno sono stati convocati vari incontri, una decina, che si sono poi fermati in concomitanza dell’elezione del Presidente della Repubblica.

In ballo c’è il destino di migliaia di lavoratori, come quelli della Caterpillar: a dicembre sono stati avviati i licenziamenti di 189 dipendenti dello stabilimento di Jesi. L’unica garanzia offerta dai vertici aziendali è la ricerca di un investitore interessato ad acquisire l’azienda, assorbendo i dipendenti.

Fimer, Brioni e Treofan e le altre

Il Mise, attraverso Annibaletti, ha chiesto informazioni sull’operazione dell’advisor. Poca roba rispetto alle prospettive fosche. Resta aperta poi la questione della Fimer, che conta oltre 600 lavoratori nel Valdarno.

A inizio gennaio c’è stato un incontro interlocutorio, ma si attendono ancora risposte certe, tanto che dagli amministratori locali è partita una richiesta di chiarimento al Ministero. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere il destino della Brioni, azienda operante nel settore della moda. Bisogna individuare una soluzione per salvaguardare gli oltre mille posti di lavoro.

Nell’ultimo incontro è stato stabilito che all’inizio del 2022 ci sarebbe stato un aggiornamento tra le parti. Ancora incerto il futuro della Treofan di Terni, messa in liquidazione dalla multinazionale Jindal: i lavoratori saranno coperti da un altro anno di cassa integrazione, poi si vedrà.

Giancarlo Giorgetti. Senza considerare che alcuni, come per la Pernigotti, sono stati chiusi con il parere contrario dei sindacati.

Intanto Giancarlo Giorgetti pensa alle dimissioni

Insomma, Giorgetti punta i piedi per battibecchi politici, mentre migliaia di persone temono di perdere il lavoro. Il numero due leghista, secondo quanto appreso, si sarebbe lamentato degli attacchi ricevuti da altri ministri, in particolare – secondo la ricostruzione fatta circolare – Andrea Orlando e Stefano Patuanelli.

Dimenticando che il leader del suo partito, Matteo Salvini, un giorno sì e l’altro pure spara a palle incatenate contro il ministro della Salute, Roberto Speranza. E nessuno si lamenta e minaccia dimissioni che aprirebbero un vuoto, pericoloso per migliaia di famiglie.

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