Giovanardi le prova tutte. L’ex senatore chiede alla Giunta di Palazzo Madama di riaprire il caso. Per il giudice che lo ha rinviato a giudizio fece pressioni in favore di aziende considerate vicine alla ‘ndrangheta

di Davide Manlio Ruffolo
Politica
CARLO GIOVANARDI

Nuovo colpo di scena ieri alla Giunta per le immunità del Senato con l’arrivo della lettera con cui l’ex senatore Carlo Giovanardi – per il quale martedì è stato disposto il giudizio immediato per presunte pressioni su alcuni funzionari della prefettura di Modena in favore di un’impresa vicina alla ‘ndrangheta (leggi l’articolo -, ha chiesto di far tornare in Giunta il caso sull’utilizzabilità delle intercettazioni che lo riguardano. Un’istanza singolare visto che sulla questione la Giunta si è già espressa, dando parere favorevole (leggi l’articolo), e sulla quale si attende il voto dell’Aula.

Nella lettera, da quanto apprende La Notizia, l’ex senatore è tornato a parlare di quelle che definisce “intercettazioni fraudolentemente carpite nei confronti di un parlamentare” e avrebbe rivolto un appello al presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, “di invitare lo stesso Tribunale a inviare al Senato, per l’autorizzazione ad un eventuale utilizzo, tutte le intercettazioni, video ed audio, i tabulati e quanto altro nel fascicolo indicato quale fonte di prova di cui la Procura vorrà fare uso nel procedimento in oggetto, ed in particolare gli audio e video carpiti da Alessandro Bianchini”.