Giovanardi le prova tutte. L’ex senatore chiede alla Giunta di Palazzo Madama di riaprire il caso. Per il giudice che lo ha rinviato a giudizio fece pressioni in favore di aziende considerate vicine alla ‘ndrangheta

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Nuovo colpo di scena ieri alla Giunta per le immunità del Senato con l’arrivo della lettera con cui l’ex senatore Carlo Giovanardi – per il quale martedì è stato disposto il giudizio immediato per presunte pressioni su alcuni funzionari della prefettura di Modena in favore di un’impresa vicina alla ‘ndrangheta (leggi l’articolo -, ha chiesto di far tornare in Giunta il caso sull’utilizzabilità delle intercettazioni che lo riguardano. Un’istanza singolare visto che sulla questione la Giunta si è già espressa, dando parere favorevole (leggi l’articolo), e sulla quale si attende il voto dell’Aula.

Nella lettera, da quanto apprende La Notizia, l’ex senatore è tornato a parlare di quelle che definisce “intercettazioni fraudolentemente carpite nei confronti di un parlamentare” e avrebbe rivolto un appello al presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, “di invitare lo stesso Tribunale a inviare al Senato, per l’autorizzazione ad un eventuale utilizzo, tutte le intercettazioni, video ed audio, i tabulati e quanto altro nel fascicolo indicato quale fonte di prova di cui la Procura vorrà fare uso nel procedimento in oggetto, ed in particolare gli audio e video carpiti da Alessandro Bianchini”.

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