La Giunta di Montecitorio rinvia ancora su Ferri. Melina sul parlamentare nel mirino del Csm per lo scandalo Palamara

COSIMO MARIA FERRI
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Sembra incredibile ma per sapere se le intercettazioni a carico di Cosimo Maria Ferri saranno utilizzabili nel procedimento disciplinare davanti al Consiglio superiore della magistratura (leggi l’articolo), servirà un nuovo parere e quindi altro tempo.

Con una mossa davvero inattesa, per la seconda volta la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha chiesto alla Sezione disciplinare del Csm ulteriori precisazioni in merito al procedimento che vede protagonista il deputato di Italia Viva ed ex magistrato Ferri, finito al centro di alcuni audio – captati con il famigerato trojan installato sul telefono dell’ex pubblico ministero Luca Palamara – registrati nella cena all’hotel Champagne.

A dare il via a questa nuova richiesta, è stato il fatto che “non tutte le conversazioni comprese nell’elenco allegato alla risposta sono state intercettate per mezzo di captazioni informatiche – come invece indicato nell’ordinanza trasmessa alla Camera il 2 agosto 2021 – in quanto vi sono anche numerose intercettazioni telefoniche”. Non solo.

“In molte conversazioni – sia informatiche sia telefoniche – l’onorevole Ferri non compare tra gli interlocutori e all’interno dell’elenco inviato è invece menzionato, per tre volte, un altro deputato, l’onorevole Luca Lotti”. Così la Giunta dovendo scegliere se decidere sull’utilizzabilità delle sole intercettazioni informatiche – escludendo quelle in cui Ferri non è presente – oppure chiedere ulteriori chiarimenti, ha optato per la seconda opzione, con buona pace per la celerità del procedimento.