Riparte il disco rotto della giustizia a orologeria. Salvini per difendere Morisi randella sui media. Il segretario della Lega senza freni contro i giornali che fanno il loro mestiere: “Sparano m… a reti unificate”

Morisi Salvini
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Garantista con gli amici e giustizialista con il resto del mondo: un copione già visto quello che sta mettendo in scena il leader della Lega Matteo Salvini che, in forte imbarazzo per la torbida vicenda di cui è protagonista il suo ex responsabile della comunicazione social (leggi l’articolo) – anche se è riduttivo definire Luca Morisi solo in questi termini visto che del capo era anche consigliere molto ascoltato tanto da essere cooptato lo scorso ottobre nella segreteria politica “allargata” della Lega – tenta di buttarla sulla solita tiritera della giustizia a orologeria e dei processi mediatici.

Come se la Bestia, il software messo appunto dal “digital philosopher” Morisi in grado di captare il sentiment degli utenti del web per poi costruire di conseguenza lo storytelling della Lega e del suo segretario, non avesse in questi anni buttato in pasto agli hater ogni possibile nemico del Capitano (o anche solo semplicemente identificato come tale), creando gogne mediatiche da cui difficilmente sarebbe stato possibile difendersi vista la potenza di fuoco dello strumento messo in campo dal maghetto del web.

“Gli italiani sono più intelligenti liberi e svegli di quanto non li facciano i giornalisti, qualcuno fa politica facendo il guardone, spiando dal buco della serratura anche laddove non ci sono reati”, ha dichiarato ieri Salvini a Fanpage, accusando i giornalisti. E ancora: “C’è bisogno di una riforma della giustizia perché i processi si fanno in tribunale, non si fanno sui giornali”, ha affermato mostrando di confondere i due piani: la riforma della giustizia nulla c’entra con il fatto che il web e la stampa si siano interessati al festino a base di droga e sesso a pagamento con due prostituti rumeni che ha visto protagonista il suo ex collaboratore. Che è un personaggio pubblico.

E non contento, intervenendo in serata ad un evento promosso dalla giornalista di area salviniana Annalisa Chirico il leader della Lega insiste ancora sparando a zero sui media: “è indegno quello che una parte di giornalismo e di politica sta mostrando in questi giorni. È tutto fatto per attaccare me se la prendono con i miei collaboratori. Sono conigli: prendetevela con me. Alla fine non ci sarà reato, per 4-5 giorni Luca sarà stato sputtanato. Per qualcuno avrebbe la colpa di essere gay. Cinque giorni di merda a reti unificate. Io mi vergogno di essere giornalista iscritto all’ordine”. Semmai, forse, è il contrario.