Gli italiani stremati dal Covid. Ma c’è chi pensa solo ai privilegi. Parla il capogruppo M5S a Palazzo Madama, Perilli: “La sentenza sui vitalizi è un messaggio devastante per il Paese”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Un messaggio devastante”. Non usa mezzi termini il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Perilli, per definire gli effetti della sentenza della Commissione contenziosa che ha terremotato la delibera taglia-vitalizi.

Con una decisione arrivata a sorpresa nella notte, la Commissione contenziosa del Senato, “ha annullato la delibera sui vitalizi in alcune parti”. Per capire quali bisognerà attendere le motivazioni, ma il segnale è chiaro. Che messaggio arriva agli italiani da questa sentenza?
“Un messaggio devastante. Oltre 700 senatori che hanno servito le istituzioni e il Paese in passato, percependo una ricca retribuzione e altri privilegi durante il mandato parlamentare, fanno ricorso contro una decisione che non ha di certo eliminato il reddito che dava loro il Senato con i vitalizi ma lo ha semplicemente trasformato in trattamento contributivo, lo stesso che tocca ai cittadini comuni mortali. E lo fanno in un periodo, ormai più di un decennio, di ristrettezze economiche e di sacrifici che sono stati chiesti ai cittadini. E la sentenza, come una beffa, arriva nelle settimane della faticosa ripartenza dopo la tremenda crisi sanitaria da Covid-19 che ha provocato anche inevitabili ricadute sociali. Proprio mentre noi lavoriamo notte e giorno per dare sostegno e prospettive future al nostro sistema economico e alla società, c’è chi si affatica per riavere indietro un privilegio odioso e del tutto privo di fondamento. Veramente un brutto messaggio”.

Dei cinque componenti della Commissione, i due della Lega hanno votato contro il ripristino dei super vitalizi. Restano l’azzurro Caliendo (che però non ha chiarito come ha votato) e i due membri laici nominati dalla presidenza del Senato. C’è l’impronta digitale di Forza Italia su questa sentenza, come ha fatto notare qualche suo collega senatore M5S?
“Certamente, sono i fatti a dirlo. Ma anche la Lega, sua alleata, avrebbe potuto e dovuto combattere di più al di là del voto finale. Ricordo che una nostra senatrice (Elvira Evangelista, ndr) si dimise dalla Commissione contenziosa in aperta polemica con gli indirizzi assunti al suo interno. Al momento l’unica strada da percorrere è il ricorso in secondo grado, il Consiglio di Garanzia. Sia i nostri componenti in Consiglio di presidenza che il sottoscritto come capogruppo in queste ore abbiamo scritto alla Presidente Casellati per sollecitare una convocazione apposita per avviare il ricorso”.

All’indomani della sentenza, dalla Lega al Pd a Fratelli d’Italia, tutti hanno preso le distanze dalla sentenza dichiarandosi contrari al ritorno dei vitalizi. Alla luce di queste dichiarazioni, il ripristino degli assegni pieni agli ex senatori sembra ancora più paradossale, non crede?
“Appunto, come dicevo mi sembrano lacrime di coccodrillo. In ogni caso le altre forze politiche hanno una seconda occasione per dimostrare che condividono la battaglia storica del Movimento 5 Stelle”.

La vice presidente Paola Taverna ha già annunciato che la partita non è finita e che i giochi si decideranno in appello. Ma dopo il passaggio alla Lega di Grassi – seguito nei giorni scorsi dalla Riccardi – il Movimento 5 Stelle, prima forza parlamentare, non ha più rappresentanti neppure nel Consiglio di Garanzia, organo giurisdizionale di secondo grado del Senato, anch’esso presieduto da un esponente di Forza Italia. È così sicuro dell’esito dell’appello?
“Non sono affatto sicuro, penso che dobbiamo mettere alla prova questi partiti che stanno lanciando grida di dolore per il ritorno dei vitalizi. Numeri alla mano, nel Consiglio di Garanzia ci sono due esponenti della Lega, uno di Fdi e una del Pd, tutte forze che hanno espresso il rammarico per quanto accaduto ieri sera (giovedì, ndr). In quattro possono giungere a una valutazione di merito diversa da quella di primo grado, a prescindere dall’orientamento del quinto componente nonché presidente Luigi Vitali, di Forza Italia”.

Ma se anche l’appello dovesse confermare la decisione del primo grado, ci sarebbero margini, tecnicamente, per approvare una nuova delibera e reintrodurre i tagli ai vitalizi?
“Adesso non mi pongo questo problema, la battaglia è altrove”.