Gli Usa verso una guerra cui non sono preparati. Washington rischia di ripetere gli errori commessi in Serbia

di Massimo Magliaro
Mondo

da New York
Massimo Magliaro

Mentre Ipsos, istituti internazionale di sondaggi, afferma che solo il 9% degli americani approva l’intervento americano in Siria, arriva una clamorosa smentita al coro accusatorio contro il presidente siriano, Bashar al-Assad. Joseph Watson, uno dei più informati e conosciuti analisti americani di cose militari, in un intervento su Infowars, ha scritto che la telefonata del ministro della Difesa siriana al capo di una unità militare dotata di armi chimiche, intercettata dal Mossad e subito passata alle autorità americane, non dimostra affatto che Damasco avesse dato ordine di fare ricorso a queste armi. Anzi, dimostra l’esatto contrario. Poi c’é la formale protesta di 56 parlamentari democratici e repubblicani che accusano Barack Obama di evitare un normale confronto nel Congresso.

Gli interrogativi
Si pongono molte domande sugli scenari militari possibili. Primo: l’uso, dato per certo, dei missili Tomahawak avrà poco effetto per il semplice fatto che le truppe regolari combattono casa per casa contro i ribelli. Si colpirebbero gli uni e gli altri.
Secondo: i bombardamenti aerei effettuati da una quota di sicurezza molto alta possono colpire le postazioni fisse civili e militari ma dovranno fare i conti con la contraerea siriana che é molto ben addestrata e organizzata. Il sistema sovietico S-300 (missili terra-aria) é considerato oggi il più efficace al mondo. I siriani ce l’hanno anche se, probabilmente, non é ancora definitivamente approntato. Terzo: le operazioni a terra sono attualmente impensabili, anche se fonti militari dicono che é in atto la preparazione di un contingente di 60mila uomini per un eventuale dopo-Assad. Quarto: in caso di supremazia aerea americana occorre ricordare due cose: questa supremazia in Serbia non cambiò affatto il corso degli eventi. Diventò un collante tra popolo e regime più forte di prima. Quinto: restando sempre in Serbia, quel che fece crollare Milosevic nel 1999 fu il sostegno insignificante della Russia che ancora non si era risollevata. Oggi la Russia é sicuramente un Paese forte.
Dunque, perché questa guerra? Per tenere su il morale dei ribelli, il 70% dei quali é fatto da qaedisti, che stanno perdendo la guerra. E per avere qualche cosa su cui negoziare in vista della Conferenza di pace. Robert Fisk ha scritto: perché il Pentagono non chiede aiuto ad Al Qaeda? potrebbe essere utile per le informazioni da dare alla Cia. Già, perché?