Global strike per il clima. Gli studenti cavalcano l’onda verde. Manifestazioni in 160 città. Si alza l’urlo di Greta

di Clemente Pistilli
Cronaca

L’onda verde è arrivata anche in Italia. In una settimana di intensi dibattiti sul dramma dei cambiamenti climatici, oggi è il Fridays for future, un giorno in cui gli studenti invaderanno 160 piazze chiedendo alla politica interventi forti e rapidi per salvare il pianeta prima che sia troppo tardi. Un’emergenza davanti alla quale le giovani generazioni, con l’attivista svedese Greta Thunberg diventata ormai un simbolo, hanno saputo cogliere prima e meglio di tutti l’importanza di un impegno corale, privo di qualsiasi steccato ideologico, sulle politiche green, le uniche in grado di arrestare un fenomeno che sta mettendo a rischio la vita sulla Terra e provocando una inquietante catena di drammi, da quelli per gli eventi climatici estremi alle migrazioni a cui sono costretti interi popoli. E l’impegno contro i cambiamenti climatici ha un’importanza tale che, oltre alle numerose adesioni alle iniziative di oggi, da quelle delle associazioni e dei sindacati a quelle della stessa politica, il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti ha subito diramato una circolare per far giustificare le assenze di chi sarà in piazza a ingrossare l’onda verde.

LE INIZIATIVE. Parlando al summit sul clima all’Onu, proprio questa settimana Greta ha lanciato pesanti accuse ai leader mondiali: “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia”. E oggi il movimento che si ispira alla giovanissima attivista darà vita in Italia al terzo sciopero globale del clima, dopo quelli del 15 marzo e del 24 maggio scorso. Sono previsti cortei in mattinata, in genere dalle 10 alle 13, nel centro di 160 città, con un comizio collettivo finale, nel quale parleranno gli attivisti di 173 gruppi locali. Una manifestazione che chiude la #WeekForFuture, settimana di manifestazioni per il clima indetta da Fridays For Future in tutto il mondo e che ha coinvolto 4 milioni di persone. Numerosi appunto i consensi e le adesioni all’iniziativa. E a Bologna la Coldiretti illustrerà il decalogo della spesa sostenibile e spiegherà come il surriscaldamento metta a rischio anche i prodotti tipici del made in Italy.

LA POLITICA. Una protesta sostenuta dallo stesso ministro dell’istruzione Fioramonti. “La circolare che ho fatto invita le scuole ad accettare la motivazione “ha partecipato allo sciopero per il Clima” – ha dichiarato ieri il numero uno del Miur nel corso di un convegno promosso da Cittadinanzattiva – e la giustificazione va fatta comunque. L’iniziativa ha un valore simbolico: vogliamo dare centralità al diritto degli studenti di svegliare le coscienze. Senza queste iniziative – ha proseguito – probabilmente parleremo dell’ultima partita di calcio”. Altro che scuse per non andare a scuola. Questa volta la formazione si fa protestando per salvare il pianeta.

SOLITA LEGA. Anche su un tema cruciale come quello dei cambiamenti climatici, Matteo Salvini fa invece spallucce e sfrutta l’occasione solo per lanciare l’ennesimo attacco al Governo giallorosso. “Il ministro dell’Istruzione giustifica le bigiate di massa”, ha afferrato ieri il leader del Carroccio durante una visita a San Feliciano, sul lago Trasimeno, in un’ennesima tappa della sua permanente campagna elettorale”. “Se mio figlio mi dice domani sto a casa – ha insistito Salvini – se la vede con me. Avere un ministro che invita all’assenza non è rispettoso nei confronti degli insegnanti che dovrebbero fare il loro lavoro. Ma uno che pensa alle tasse sulle merendine deve avere dei problemi”. Il particolare che proprio grazie ai giovani vi è stato un risveglio delle coscienze non interessa invece alla Lega.