Glovo sotto controllo giudiziario con l’accusa di caporalato: “Rider pagati 2,5 euro a consegna”

Glovo finisce sotto controllo giudiziario con l'accusa di caporalato per le condizioni di lavoro e le retribuzioni dei rider.

Glovo sotto controllo giudiziario con l’accusa di caporalato: “Rider pagati 2,5 euro a consegna”

L’ipotesi di reato è quella di caporalato e riguarda circa 40mila rider impiegati in Italia. La procura di Milano ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per Foodinho, società milanese di delivery food della spagnola Glovo. Ora il provvedimento dovrà essere esaminato da un gip, ma intanto la richiesta nei confronti dell’amministratore giudiziario nominato è quella di procedere con la regolarizzazione dei lavoratori.

L’obiettivo è evitare che si ripetano situazioni di sfruttamento, come quelle testimoniate dalle paghe da 2,5 euro a consegna, cifre ritenute “sotto la soglia di povertà” oltre che in violazione tanto dei contratti collettivi quanto della Costituzione, non garantendo una “esistenza libera e dignitosa” ai lavoratori. Nel mirino della procura finisce anche il monitoraggio continuo dei rider attraverso un’app, le pause ridotte e turni di lavoro fino a 12 ore con tanto di punizioni in caso di ritardi. Un vero e proprio “sfruttamento” che per la procura deve terminare al più presto.

A essere indagato nell’ambito dell’inchiesta è lo spagnolo Oscar Pierre Miquel, responsabile di Foodinho, in quanto amministratore unico. La società avrebbe adoperato “manodopera in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno”. In particolare, si sottolinea che veniva corrisposta ai rider “una retribuzione in alcuni casi inferiore fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e inferiore fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva”. Agli atti sono finite anche le testimonianze dei rider, la maggior parte stranieri.