Governo in campo per i lavoratori. Un altro mese di Cassa integrazione. Già varato il decreto annunciato da Conte agli Stati generali. Catalfo: adesso la riforma degli ammortizzatori sociali

di Raffaella Malito
Politica

“Un Paese completamente digitale” ma anche un “tessuto economico più competitivo e resiliente” per imprese e lavoro, che passi attraverso l’ambiente, le infrastrutture, la ricerca, il sostegno alle filiere produttive, una pubblica amministrazione efficiente, un ordinamento giuridico “più moderno e attraente” e anche “un’Italia più equa e inclusiva”: sono nove i capitoli del masterplan “Progettiamo il rilancio” con cui il governo si presenta all’appuntamento degli Stati Generali. Ieri dopo la relazione di Vittorio Colao sul piano progettato dal suo team il premier Giuseppe Conte ha incontrato i sindacati e in serata Regioni, comuni e province.

Ai sindacati il governo ha calato sul tavolo la riforma degli ammortizzatori sociali da loro da tempo auspicata. E contemporaneamente ha messo in campo un intervento importante. In Cdm ha dato il via libera a un decreto legge con cui ha reso subito disponibile un altro mese di cig Covid e senza interruzioni: le ulteriori quattro settimane delle nove (su un totale di 18) previste dal dl Rilancio potranno essere utilizzate anche in anticipo e quindi in continuità rispetto alle precedenti. Una novità che presto verrà accompagnata da una riforma dell’intero sistema: il governo lavora per il superamento della cig e per arrivare a un meccanismo “nuovo e molto più veloce”.

La riforma degli ammortizzatori sociali “è una assoluta priorità”, afferma il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, preparando l’avvio del confronto e indicando nel progetto sul lavoro cavalli di battaglia come il salario minimo ma anche le regole per lo smart working e la detassazione degli aumenti contrattuali. è un “primo risultato” per i sindacati, che però chiedono che ammortizzatori e blocco dei licenziamenti (al momento fissato a metà agosto) vengano prorogati fino a fine anno. “Senza un coinvolgimento e un investimento sul lavoro il Paese non cambia”, dichiara il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Parla di incontro “positivo” la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine della riunione, nel corso della quale il sindacato ha ribadito la necessità di “un patto forte tra governo, istituzioni e parti sociali” richiamando la concertazione e “lo spirito costruttivo di Ciampi del 1993”. Insiste che “bisogna ridisegnare il Paese con un Patto che coinvolga tutti: serve un nuovo modello complessivo” anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Al leader di Confindustria, Carlo Bonomi, che ancora una volta lamenta di non aver visto un piano del governo e che annuncia uno suo, il premier replica così: “La battuta che avevo fatto, che non si presenti solo con un piano di taglio delle tasse, ha avuto effetto”.

Un piano, rimarca Conte, il governo comunque ce l’ha: ci sono ben 187 progetti specifici. “Tempi brevi e certi. Risposte chiare, sì o no, senza inutili perdite di tempo. Ogni impresa, ogni cittadino, deve conoscere i tempi di risposta per le autorizzazioni rilasciate da ogni amministrazione pubblica. La proposta vuole armonizzare le autorizzazioni amministrative di Stato, Regioni e enti locali, eliminando i tempi morti della burocrazia”. E’ questa invece la proposta presentata a Regioni ed enti locali dal governo.

Insiste il premier a voler coinvolgere il centrodestra che ha disertato l’evento. “Vi assicuro – dice – che dopo che termineremo questa settimana insisterò testardamente per avere un confronto con i rappresentanti delle opposizioni. Non raccogliere il nuovo invito, rende la democrazia italiana un po’ singolare”. E se la sede è un problema – dice Conte – allora la scelgano le opposizioni.