Gran Bretagna, sul governo ombra di Corbyn piovono già critiche. Nella squadra nessun posto di rilievo per le donne. E il partito scricchiola

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Si aspettava da giorni e finalmente è arrivato. Il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, che sta dando al partito un’impronta a sinistra, ha ultimato la sua squadra nominando i componenti del governo ombra, proprio mentre il partito viene scosso da una polemica sull’Europa e alcuni giornali parlano di una fronda crescente della minoranza più centrista.

LA SQUADRA E LE POLEMICHE
Non sono mancate le polemiche, dunque, soprattutto per il fatto che Corbyn non ha riservato alle donne posti di rilievo (nonostante siano 16 su 31). Le critiche feroci sono arrivate sia dall’interno, dallo stesso Labour, che dai quotidiani conservatori (a cominciare dal Daily Mail). L’unico posto di primaria responsabilità è stato affidato ad Angela Eagle, ministro ombra per il Commercio e primo segretario di Stato, con il compito di sostituire Corbyn in caso di sua assenza al question time. Corbyn ha affidato a John McDonnell, altro esponente della sinistra e grande alleato del neo leader, il ruolo di cancelliere ombra. Ad Andy Burnham, che Corbyn ha battuto nella sfida per la leadership del partito, quello di ministro dell’Interno. Il fatto più eclatante, però, è stato il rifiuto di Chuka Umunna, soprannominato il Barack Obama britannico, di far parte della squadra. Lo ha dichiarato lo stesso Umunna: troppe differenze “su punti chiave” fra lui e Corbyn in fatto di politica Ue. Una decisione, questa, che rischia di far scricchiolare i laburisti, poco prima del confronto in Parlamento con David Cameron.

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