Green Pass, insegnanti e camici bianchi fanno causa. Si vuole libertà di circolare e lavorare senza però proteggere se stessi e gli altri dal contagio

GREEN PASS
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Vaccinarsi è al momento l’unica arma realmente efficace contro il Covid. Nella lotta per uscire dalla pandemia, non ci sono strumenti migliori per tutelare la salute e l’economia. Il Green Pass in tal senso è fondamentale ma ecco che, tra proteste e ricorsi al Tar, proprio dalle categorie che dovrebbero essere le prime a dare il buon esempio, quelle dei medici, degli insegnanti e delle forze dell’ordine, stanno arrivando le bordate peggiori al Governo contro la certificazione verde.

GLI IRRIDUCIBILI. Troppi i medici e gli infermieri che sugli stessi social cavalcano posizioni negazioniste e no vax, creando ulteriore disorientamento tra i cittadini, e che stanno facendo carte false per mantenere il lavoro, circolare liberamente e allo stesso tempo non vaccinarsi. Ricorsi e cause stanno facendo la gioia degli studi legali. Le Asl continuano a ricevere certificazione fasulle in cui, a quanto pare medici amici, sostengono che i colleghi non possono fare il vaccino avendo varie patologie.

Certificati che stanno finendo nel cestino ma che, a quel punto anche davanti alla perdita del posto del lavoro, non fanno demordere quei camici bianchi che dovrebbero essere tra i cittadini che hanno maggior fiducia nella scienza. Solo in Toscana mille medici hanno fatto ricorso contro l’obbligo vaccinale per chi esercita professioni sanitarie. I loro pazienti dovrebbero fidarsi di loro quando gli viene data una certa terapia e loro non si fidano dei farmaci anti-Covid avallati dalla comunità scientifica internazionale e che sono il solo strumento per evitare il più possibile i ricoveri e dunque le forme gravi della malattia.

Non va meglio nella scuola. Tutti contro la Dad, e a ragione, ma ecco che il personale scolastico è arrivato pure a raccogliere le firme, ben quindicimila in pochi giorni, contro il Green Pass. L’obiettivo? Provare a bloccare la conversione in legge del decreto sulla certificazione verde per le scuole e le università. Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha specificato che il Green Pass non è una misura punitiva (leggi l’articolo), ma uno strumento fondamentale per la ripresa delle lezioni in sicurezza, che tutela soprattutto i più fragili e la scuola stessa, ma qualsiasi spiegazione è inutile per chi non vuol sentire. Senza contare che a lisciare il pelo a certe posizioni non mancano i soliti sovranisti, la Lega e in particolare Giorgia Meloni, e che continua ad essere ambigua la posizione dei sindacati.

DIVISE RIBELLI. A cercare di schivare il Green Pass ci sono infine diversi appartenenti alle forze dell’ordine, che stanno ora protestando essendo stato impedito loro l’accesso alle mense. “Se sprovvisti di certificazione verde sono costretti, nelle migliori delle ipotesi, a mangiare in stanzini improvvisati a sale da pranzo. Altrimenti fuori, sotto il sole, su un muretto di fortuna. Siamo di fronte a forti discriminazioni”, sostiene Francesco Gentile, delegato Co.Cer interforze, rappresentante militare delle forze armate. Ma sulle misure per frenare la corsa del virus non si arretra e a definirsi favorevole al Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro è stato pure il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.

Leggi anche: Supera le 100mila firme la petizione contro il Green pass per insegnanti e personale della scuola. Bianchi: “Non è una misura punitiva”.