Gregoretti, pantano sulla data del voto. Gasparri gira la palla alla Casellati. Fumata nera alla Conferenza dei capigruppo del Senato. Grandi manovre per trasformare Salvini in un martire

di Raffaella Malito
Politica

La Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama non riesce a risolvere il rebus del rinvio del voto sul processo a Matteo Salvini. Se è il caso di modificare la data (prevista il 20 gennaio), in cui la Giunta per le immunità del Senato dovrà emettere il suo verdetto, lo deciderà un faccia a faccia tra la presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il presidente della Giunta, Maurizio Gasparri. L’esponente azzurro si è espresso contro l’autorizzazione a procedere richiesta dai giudici di Catania nei confronti dell’allora ministro dell’Interno per sequestro di persona dei 131 migranti lasciati dal 27 al 31 luglio scorsi sulla Gregoretti. Il Pd addebita alla seconda carica dello Stato precise responsabilità. “Casellati – ha detto il capogruppo dei dem Andrea Marcucci – non ritiene di dover intervenire come, secondo noi, da Regolamento potrebbe fare per sospendere la convocazione della Giunta”. Nessun passaggio in Aula, poi, per modificare la data.

“Se il presidente ha l’autonomia di prendere decisioni diverse da quella presa dalla capigruppo e poi dall’Aula, anche all’unanimità, è inutile votare nuovamente in Aula il calendario”, spiega il senatore toscano. Ora la parola passa a Gasparri con un esito a questo punto scontato. Il presidente forzista della Giunta ha tentato in tutti i modi di proteggere la data del 20. In questi ultimi giorni ha messo ai voti – e ha respinto – la richiesta di nuove istanze istruttorie da parte della maggioranza e ha convocato un ufficio di presidenza per discutere sull’eventuale rinvio del voto – conclusosi con un nulla di fatto – approfittando dell’assenza di due senatori (Pietro Grasso di LeU e Mario Michele Giarrusso del M5S). E all’obiezione sullo stop ai lavori del Senato – dal 20 al 24 gennaio per la campagna elettorale per le Regionali (in Emilia Romagna e in Calabria si vota il 26) – l’esponente azzurro ha replicato negando che la sospensione possa valere anche per la Giunta. Una tesi sostenuta in parte anche dalla presidente, come spiega la capogruppo del Misto Loredana De Petris.

Difficile che Casellati, considerati anche i precedenti, si faccia carico delle istanze della maggioranza. Se Gasparri restasse della sua posizione “ne prenderemo atto – commenta Marcucci – e il 20 sarà confermata la Giunta, con la votazione. Poi politicamente ognuno prenderà le sue decisioni”. La maggioranza desidera uno slittamento del voto per raccogliere quel surplus di informazioni e in virtù del fatto che il Senato si fermerà. Ma soprattutto per evitare strumentalizzazioni da parte della Lega. Le opposizioni, rassegnate a un verdetto contrario al Capitano, premono perché si rispetti il calendario stabilito prima di Natale. Per restituire agli elettori la parte di un Salvini martire in un processo politico e giudiziario per aver difeso i confini del proprio Paese. “Mi aspetto che decidano, pro o contro, colpevole o innocente, assolto o condannato ma decidano”, ribadisce il Capitano. “Sanno benissimo che il popolo sta dalla sua parte e potrebbe indispettirsi”, conferma il collega Giancarlo Giorgetti.