Guerra in Siria, salta l’accordo tra Stati Uniti e Mosca. E intanto Save The Children lancia l’allarme: metà dei corpi estratti in questi giorni sono bambini

dalla Redazione
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Soltanto poche settimane fa Mosca e Stati Uniti erano arrivati a un accordo sulla tregua in Siria. Ora pare che, dopo solo due settimane, tale intesa sia stata rotta.

Bersaglio delle critiche dei Paesi occidentali, che la accusano di aver avuto un ruolo nel bombardamento del convoglio Onu di aiuti umanitari diretti ad Aleppo, la Russia risponde mettendo in discussione il summit sulla Siria. Il “tono” di alcuni funzionari britannici e americani è “inaccettabile“, ha fatto sapere il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Il portavoce ha anche sottolineato che al momento “non ha senso” tenere un summit sulla Siria e ha definito la situazione come “molto difficile”.

A scatenare la reazione del Cremlino erano stati gli attacchi sferratigli dai Paesi occidentali durante il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunito d’urgenza sulla situazione di Aleppo. “L’azione della Russia in Siria è barbarie, non anti-terrorismo – attaccava nel pomeriggio di domenica l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Samantha Power – invece di perseguire la pace in Siria, Mosca e Assad fanno la guerra, con 150 attacchi nelle ultime 72 ore”.

Era stato il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, ad aprire il nuovo fronte domenica mattina in un’intervista alla Bbc: La Russia “é colpevole di prolungare questa guerra e di renderla di gran lunga più orribile” esordiva il titolare del Foreign Office e, riferendosi al bombardamento del convoglio umanitario lunedì scorso ha lanciato l’affondo: “Se é stato fatto sapendo che si trattava di obiettivi civili assolutamente innocenti, quello é un crimine di guerra“. L’ambasciatore britannico Matthew Rycroft, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, è ancora più diretto. “La Russia è in partnership con il governo di Damasco nel commettere crimini di guerra”.

Dalla stessa parte è schierato il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault che tirava dentro anche l’Iran, chiedendo a Mosca e Teheran “di mostrare senso di responsabilità, ponendo uno stop” all’escalation militare scelta da Bashar Al Assad. “In caso contrario – scandisce – Russia e Iran saranno complici dei crimini di guerra commessi ad Aleppo”.

Intanto, nella zona orientale di Aleppo, circa la metà delle vittime che i partner umanitari di Save the Children stanno estraendo dalle macerie o curando negli ospedali, in seguito ai bombardamenti degli ultimi giorni, sono bambini. Lo rende noto l’organizzazione umanitaria. I medici, sottolinea Save the Children, stanno lavorando giorno e notte per salvare quante più vite umane possibili, tuttavia tanti bambini continuano a morire sui pavimenti degli ospedali a causa della mancanza di medicinali di base, antibiotici, anestetici e attrezzature, come i respiratori. I casi più gravi necessitano del trasferimento immediato fuori dalla zona orientale di Aleppo, ma questo non è possibile perché tutte le strade sono bloccate. All’indomani della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu sulla drammatica situazione ad Aleppo, le informazioni che Save the Children continua a ricevere dai partner impegnati sul terreno dipingono un quadro di violenza inimmaginabile e insopportabile per i bambini e per le loro famiglie.