Guerra in Ucraina, Onu: 364 civili morti dall’inizio del conflitto

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Guerra in Ucraina: quante sono le vittime dell’attacco militare della Russia? L’ultimo bilancio dei morti è stato comunicato dall’Onu che ha fissato a 364 le vititme accertate tra i civili e a 759 il numero dei feriti,

Guerra in Ucraina, Onu: 364 civili morti dall’inizio del conflitto

La guerra in Ucraina è diventata una realtà nella notte di giovedì 24 febbraio 2022. Dopo sette giorni di aggressioni e bombardamenti, qual è il bilancio preliminare dei morti e delle vittime?

Secondo quanto riferito dall’Onu, sarebbero almeno 364 le morti accertate tra i civili dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il bilancio preliminare ufficiale è stato diffuso dall’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr), nella giornata di domenica 6 marzo 2022.

Il bilancio diffuso dall’Ohchr, inoltre, stima che siano 759 i civili feriti accertati. I numeri, decisamente più bassi rispetto a quelle dei bilanci preliminari e ufficiose sinora diffusi, sono stati commentati dall’Onu. Le Nazioni Unite, infatti, hanno ammesso che il bilancio reale della guerra potrebbe essere “considerevolmente più alto”.

Il post di Luigi Di Maio sui civili morti nella guerra Ucraina

A una settimana dall’inizio del conflitto armato in Ucraina, sul bilancio preliminare dei morti nel Paese, si era espresso anche il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. Nella giornata di mercoledì 2 marzo, infatti, il ministro ha comunicato un primo bilancio sulle sue pagine Facebook: “Gli ultimi dati ufficiali dall’Ucraina parlano di oltre 2mila civili ucraini morti dall’inizio degli attacchi: dobbiamo fermare questo spargimento di sangue”.

Di Maio che ha poi aggiunto: “Gli sforzi di Papa Francesco per la mediazione in Ucraina vanno proprio in questa direzione e aprono un importante spiraglio di speranza per riportare la pace. Noi li stiamo incoraggiando e stiamo lavorando insieme anche per costruire dei corridoi umanitariNe ho parlato con Monsignor Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, durante le consultazioni di oggi al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”.

“I negoziati per la pace e il cessate il fuoco – ha concluso il Ministro degli Esteri – sono fondamentali per ogni tipo di sforzo umanitario. Ma devono essere negoziati veri, senza alcuna provocazione e le bombe del governo russo devono lasciare spazio al dialogo. Dobbiamo però essere realisti: la situazione al momento è drammatica, sul campo continuano a morire vittime innocenti. Questa guerra ingiustificata va fermata prima di nuove escalation. Va interrotta questa spirale di violenza e distruzione”.

La Russia vieta il bilancio dei morti nella guerra in Ucraina

Dall’altro lato, la Russia non ha ancora comunicato il suo bilancio dei morti della guerra in Ucraina e ha vietato a giornali e televisioni di riferire il numero delle vittime riportato da altre fonti.

Secondo quanto riporta Bloomberg, l’authority russa che sovraintende i media avrebbe infatti diffuso “informazioni inaccurate circa il bombardamento di città ucraine e la morte di civili come risultato delle azioni delle forze russe”. Per questo motivo ne ha imposto la rimozione, impedendone la pubblicazione di dati aggiornati sul numero di morti.

Vladimir Putin ha quindi vietato la diffusione di informazioni sulla guerra fra Russia e Ucraina che non abbiano l’imprimatur del governo.

Il bollettino Onu dei profughi dall’Ucraina

Secondo il bollettino diffuso dalle Nazioni Unite, inoltre, sarebbero almeno 1,5 milioni i profughi in fuga dall’Ucraina a causa della guerra scatenata dalla Russia che hanno già lasciato la Nazione. Dall’inizio della crisi, seguendo i dati ufficiali diffusi dall’Onu, sono stati circa 984 mila i rifugiati a varcare la frontiera con la Polonia.

Molti altri cittadini in fuga dalla guerra, invece, hanno oltrepassato il confine o progettano di oltrepassarlo per raggiungere i propri familiari sparsi in vari Paesi dell’Europa occidentale, ma molti altri sono rimasti, ricevendo la straordinaria solidarietà della popolazione romena che, soprattutto nelle città in prossimità delle frontiere, sta garantendo in tutti i modi assistenza.

A proposito dei profughi in fuga dall’Ucraina, nella mattinata di domenica 6 marzo, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, ha scritto: “Più di 1,5 milioni di rifugiati dall’Ucraina sono entrati nei paesi vicini in 10 giorni, la crisi dei rifugiati in più rapida crescita in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”.