Guerra in Ucraina, Kiev è caduta. Le truppe russe sono vicine alla sede del Parlamento. Mosca nega ai suoi media di aver bombardato la Capitale. Draghi: “Zelensky è nascosto da qualche parte e non ha più tempo”

Guerra in Ucraina Kiev
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La guerra in Ucraina è alla sua fase cruciale. Si stringe, infatti, dopo i bombardamenti della notte (leggi l’articolo), l’assedio intorno a Kiev, suonano le sirene. Alcuni profili social iniziano a mostrare mezzi militari russi sulle strade alla periferia della capitale a Obolon. In uno di questi, un carro armato volontariamente va contro una vettura che avanza in senso opposto schiacciandola e passandole sopra.

Guerra in Ucraina, le truppe russe sono a meno di 10 chilometri dal centro di Kiev

Secondo quanto riporta lo Stato maggiore dell’esercito “spie” e “sabotatori” russi sono a tre miglia da Kiev. Stando a quanto riporta Sky News, spari si sentono oramai anche vicino agli edifici del governo . Intanto, dalla presidenza ucraina, riporta l’abbattimento di due missili da crociera e un aereo sopra Kiev.

Le truppe russe sono entrate nel distretto di Obolon a Kiev, a meno di 10 chilometri di distanza dalla sede del Parlamento ucraino. A confermarlo sono diverse fonti citate dai media internazionali mentre l’esercito russo afferma di non aver condotto attacchi missilistici a Kiev la scorsa notte. A riferirlo sono fonti del ministero della Difesa russo, citate dalle agenzie di stampa Tass e Interfax, replicando alle accuse del premier ucraino Volodymyr Zelensky.

“Ieri sera, durante la connessione con il presidente ucraino Zelensky, è stato un momento drammatico: è nascosto in qualche parte di Kiev, ha detto che non ha più tempo, che l’Ucraina non ha più tempo” ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso dell’informativa sulla crisi in Ucraina, alla Camera (qui il video). “È stato un momento drammatico – ha aggiunto – che ha colpito tutti i partecipanti al Consiglio Europeo. Questa mattina mi ha cercato per fissare un appuntamento telefonico per le 9.30 ma non è stato possibile fare la telefonata, il presidente non era più disponibile”.

“L’Italia condanna con assoluta fermezza l’invasione – ha aggiunto Draghi -, che giudichiamo inaccettabile. L’attacco è una gravissima violazione della sovranità di uno stato libero e democratico, dei trattati internazionali, e dei più fondamentali valori europei. Voglio esprimere ancora una volta la solidarietà del popolo e del Governo italiano alla popolazione ucraina e al presidente Zelensky. Il ritorno della guerra in Europa non può essere tollerato. L’Italia ha reagito subito, e ha convocato già nella mattinata di ieri al ministero degli Affari Esteri l’ambasciatore della Federazione Russa”.